«Siamo molto preoccupati E sulle tariffe non si sa nulla»

La Provincia Varese - 02/03/2017

«La preoccupazione è
veramente tanta».
Questo il commento di
Marco Parravicini, fiduciario
di Confcommercio Ascom
Varese, al termine della riunione
straordinaria che si è
svolta martedì sera tra i
commercianti del centro. Lo
scopo è stato quelli di analizzare
il piano della sosta
“Varese si muove” redatto
dall’assessore all’urbanistica
Andrea Civati.
«Abbiamo letto con molta
attenzione tutto il documento
che è stato pubblicato,
compresa la ricerca propedeutica
alla proposta.
Mancano però le tariffe dei
parcheggi e il numero totale
dei permessi residenti che
verranno dati, quindi mancano
due elementi fondamentali
al poter esprimere
un parere – spiega Parravicini
– Una criticità che balza
subito all’occhio leggendo il
documento è il passaggio in
cui si rileva che ci sono 1050
permessi residenti a fronte
di 1265 stalli, e che l’occupazione
di questi non scende
mai sotto il 20 per cento. Se
la proposta del Comune è
quella di dare un permesso
gratuito ai residenti per la
prima auto di proprietà, e
far pagare il permesso per la
seconda, allora significa
che tutti i posti auto saranno
sempre tutti occupati. A
che pro, dunque, aprire il dibatto
sulle tariffe e sulla
turnazione dei posti auto?».
«Un’altra cosa evidente è
che i residenti occupano i
posteggi prevalentemente
nel tardo pomeriggio e di
notte e che, nelle stesse fasce
orarie, anche i parcheggi
“con la sbarra” risultano
sottoutilizzati – continua
Parravicini – Alcuni parcheggi
registrano il picco di
occupazione dalle 10 a mezzogiorno.
Alle Corti, l’occupazione
massima raggiunta
nell’arco della giornata è del
60 per cento alle 10. Perché
dunque non far parcheggiare
i residenti nei parcheggi
“con la sbarra”? I cittadini,
da sempre, parcheggiano
più volentieri a bordo strada,
soprattutto per un’ora di
commissioni. Nello stesso
tempo, se devono fare delle
commissioni veloci, non vogliono
perdere 20 minuti di
tempo lasciando l’auto nei
parcheggi periferici e prendendo
il pullman».
«Queste non sono le uniche
perplessità, ce ne sono
altre che non riusciamo a
definire adesso perché
mancano diversi dati nella
documentazione – sottolinea
Parravicini – Durante la
riunione ci siamo dati
l’obiettivo di avere il prima
possibile un incontro con
l’assessore al commercio
Ivana Perusin. Quando avremo
un’idea più chiara dei
contenuti del piano della
sosta potremo redigere un
documento ufficiale che
andremo a presentare al Comune
con i commercianti».
«In questi giorni, complice
il dibattito che si è aperto
sui giornali relativo al piano
della sosta, nei negozi abbiamo
ascoltato le lamentele
di tanti clienti che ritengono
assurdo istituire parcheggi
lontani dal centro e
aumentare le tariffe a fronte
di un servizio che non diventa
qualitativamente migliore.
Anche il progetto
tram-bus seguiva la stessa
linea del piano della sosta e
abbiamo visto come è andato
a finire» conclude il fiduciario.

 

Gli ambientalisti battono le mani
«Finalmente la città si muove»

«Finalmente “Varese si
muove” – scrivono in una nota
Valentina Minazzi, presidente
di Legambiente Varese,
e Leonardo Savelli, presidente
di Fiab-Ciclocittà Varese
– ci sono voluti 28 anni,
ma la città sta ricominciando
a guardare alla situazione
dei parcheggi e della mobilità
con un minimo di prospettiva».
Certo, sottolineano i due
referenti ambientalisti, «ancora
c’è molto da fare. Per ora
si è parlato quasi esclusivamente
di sosta, un vero e proprio
piano della mobilità non
è ancora stato presentato.
Ma siamo fiduciosi, perché
vediamo che questa Giunta è
disposta ad ascoltare, a confrontarsi
con i cittadini e le
associazioni per trovare le
soluzioni che riscrivano in
meglio il futuro di Varese».
Nel comunicato congiunto
si legge che risale al 1989
l’ultima grande rivoluzione
del traffico a Varese. Porta la
firma di Giampaolo Zoppini,
allora assessore socialista
alla Viabilità. Ad allora, quindi
a 28 anni fa, risalgono ad
esempio il “ring” di via Copelli,
la pedonalizzazione attorno
alla basilica di San Vittore,
la corsia del bus che attraversa
il centro. «Un’operazione
ambiziosa che all’inizio
incontrò forti resistenze,
dentro e fuori Palazzo
Estense, eppure oggi tutte
quelle novità sappiamo essere
state delle ottime idee
per rendere più vivibile Varese
– continua il comunicato
– Il piano Zoppini, però, da
troppi anni non basta più, e
l’amministrazione Galimberti
se ne è resa conto, presentando
un piano che ha
degli ottimi spunti: l’azione
di razionalizzazione e modulazione
delle tariffe dei parcheggi,
ad esempio, o le proposte
fatte per gruppi specifici
di utenti, come i pendolari,
o ancora l’idea dei parcheggi
periferici abbinati ai
bus».
«Alcuni elementi per noi
fondamentali, però, ancora
mancano – continuano Minazzi
e Savelli – come l’eliminazione
dei posti auto in
centro a favore di pedonalità
e riqualificazione ad esempio
nella zona tra piazza della
Motta e via Bernascone.
Importante anche un’azione
decisa contro la sosta scorretta
(su ciclabili e marciapiedi),
la realizzazione di
parcheggi per bici comodi e
sicuri in zone strategiche
(stazioni), la promozione del
car-sharing e la revisione del
bike- sharing».
Insomma: il voto che gli
ambientalisti danno a “Varese
si muove”, è positivo, ma
non entusiastico: «Siamo
convinti che ci siano ancora
ampi margini di miglioramento.
La direzione, però, è
quella giusta». Come a dire:
chi ben inizia, è già a metà
dell’opera. n