«Siamo isolati dal mondo»

La Prealpina - 11/08/2017

confartigianatoGrido di allarme degli imprenditori del Luinese: trasporti difficili

luino «Siamo tagliati fuori dal mondo». È un vero e proprio grido di dolore quello degli imprenditori artigiani dell’area del Luinese. Colpa di un territorio morfologicamente difficile per le aziende. Tra strettoie, tornanti, centri abitati con relativi limiti di velocità, divieti di altezza e tonnellaggio imposti ai mezzi pesanti – i limiti variano spesso a seconda delle strade da percorrere ma l’altezza, in linea generale, non può superare i 3,5 metri (non oltre i 4,20 al passaggio a livello di Laveno Mombello che si raggiunge dalla SS 394) – le difficoltà sono numerose.

Gli imprenditori non pretendono certamente un’autostrada, ma chiedono che il movimento dei mezzi sia facilitato, perchè, dicono «è un problema per tutti, clienti e fornitori compresi». Ed è ovviamente un problema serio per la crescita e lo sviluppo delle aziende, perchè come dice Raimondo Cerinotti della Modelmeccanica Sfericad Snc di Germignaga, «portare le merci da qui fa lievitare i nostri costi aziendali da un 2% ad un 5%: la competitività si perde per strada». E’ il caso di dirlo. Non a caso il tema della logistica, assieme a quello della formazione di figure professionali idonee al manifatturiero locale e del dumping salariale del Canton Ticino, è stato al centro del dibattito in occasione della Tavola Rotonda “Imprese per il Territorio” promossa da Confartigianato Imprese Varese ed è entrato di diritto nel dossier che l’associazione presenterà sui tavoli istituzionali per chiedere delle risposte. Di qui una ulteriore iniziativa. Effettuare un monitoraggio delle principali direttrici di collegamento per capire meglio i problemi ed elaborare soluzioni.

Tra le arterie che portano dal luinese alle entrate in autostrada si usa prevalentemente la SS 394 , passando per la Valcuvia attraversa otto paesi. «La percorribilità è lenta e il limite si alza a 70 chilometri orari solo per poco, però con questa arriviamo ovunque» prosegue Cerinotti. «Però quella più corta è il Brinzio, mentre quella da evitare assolutamente è la strada del lago, la SP 69, che attraversa Brezzo di Bedero, Castelveccana, Caldè e così via fino a Laveno», interviene nuovamente Cerinotti. Ma non è del tutto percorribile, pone dei divieti ai mezzi che superano le 7,5 tonnellate, è più un belvedere turistico che una strada di servizio alle imprese. Due autobus che si incontrano nei rispettivi sensi di marcia rischiano di restare incastrati: vivamente sconsigliata.

La strada della Valcuvia – nonostante i tanti passaggi pedonali e i numerosi semafori – accontenta un po’ tutti. Anche Enrico Prato della Prato Recycling di Germignaga: «Quando contatti un trasportatore per un servizio, i costi aumentano. Sulla strada che da Brenta porta a Germignaga ci passano i bilici con carico di 280 quintali di rottame: per raggiungermi ci mettono un’ora e mezza. Non possiamo fare diversamente: l’unica strada che ci collega al mondo è quella della Valcuvia. È vero: qui siamo doppiamente penalizzati perché non abbiamo spazio, però siamo nel 2017 e qualcosa in più penso si possa fare. Dipende dalla buona volontà della politica (che un po’ ci ha dimenticati) e dalle risorse a disposizione».