«Siamo in campo contro il taglio»

La Camera di commercio di Varese rischia di essere accorpata a Como. Per il presidente dell’ente Albertini «squilibri e disservizi per le aziende»

di ANDREA GIANNI
– VARESE –
«CI SONO ancora troppe incertezze: la Camera di commercio di Varese è un ente efficiente e va tutelato». Il presidente della Camera di commercio di Varese, Giuseppe Albertini, attende gli sviluppi dell’iter che dovrebbe portare a un taglio degli enti camerali in Italia, da 105 a 60. Una riforma che ha mosso i primi passi con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei quattro schemi di decreto legislativo in attuazione della riforma della pubblica amministrazione. I decreti devono ancora passare al vaglio delle commissioni parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza Stato-Regioni, per poi tornare in Consiglio dei Ministri per il via libera definitivo. L’iter è ancora lungo e, nei prossimi giorni, Albertini parteciperà a un incontro con gli altri presidenti degli enti camerali in Italia per discutere sulla riforma.

«IL TAGLIO sembra inevitabile perché è necessaria una razionalizzazione – spiega – ci sono Camere di commercio non efficienti che devono essere accorpate. A Varese la situazione è diversa, perché ci troviamo in una zona popolosa e con un’alta densità di aziende e attività imprenditoriali». Gli scenari possibili sono diversi anche se, in linea teorica, Varese grazie alla presenza di oltre 75mila imprese nel bacino di competenza dell’ente di piazza Monte Grappa dovrebbe «salvarsi» dall’accorpamento con Como. Una variabile da considerare, però, è la riforma delle Province che ridefinirà i confini territoriali. «Faremo le nostra valutazioni quando ci saranno maggiori certezze sulle Aree vaste – sottolinea Albertini – un altro passaggio importante per definire gli scenari futuri sarà quello del referendum costituzionale». Secondo Albertini, quindi, l’accorpamento con Como potrebbe creare «squilibri» e disservizi per le imprese. Si rivolgono alla Camera di commercio titolari di imprese di diverse dimensioni e piccoli artigiani per sbrigare pratiche e ottenere sostegno attraverso l’erogazione di fondi, corsi e attività di formazione. «La decisione di Monza di legarsi a Milano non è piaciuta a molti – conclude Albertini – è stata una forzatura che ha creato uno squilibrio sul territorio. Non vogliamo che Varese segua quella strada, perché gli accorpamenti vanno fatti con criterio».