Si riaccende la speranza per la Camera di commercio del Vco: la Consulta blocca la riforma

Procedure di accorpamento delle Camere di commercio sospese, e così quella del Vco con sede a Baveno vede riaprirsi uno spiraglio a salvaguardia della sua autonomia. E’ la sentenza depositata mercoledì dalla Corte Costituzionale a lasciare la porta aperta a un diverso assetto del sistema camerale, sancito dal decreto dell’8 agosto a firma del ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda, con il quale – su indicazione di Unioncamere – si stabiliva il riordino che portava, tra le altre, alle unificazioni degli enti di Vco, Novara, Biella e Vercelli.

Alla Consulta avevano fatto ricorso le Regioni Puglia, Toscana, Liguria e Lombardia contestando il decreto legislativo del novembre 2016 sul quale veniva impostata la riforma – di funzioni e finanziamenti – delle Camere di commercio. Molti rilievi sollevati e altrettanti quelli non accolti, uno però ha colpito nel segno. E’ la censura all’articolo 3 della norma, sulla quale è stata imbastita la riforma.

Il dispositivo stabiliva che l’atto ministeriale sarebbe stato emanato «sentita» la conferenza Stato-Regioni, mentre i giudici della Consulta insistono sulla necessità di una concertazione vera e propria, visto che i compiti degli enti camerali «sono riconducibili a competenze sia esclusive dello Stato, sia concorrenti, sia residuali delle Regioni», che dunque vanno coinvolte pienamente nella riforma. 

 

In attesa di chiarimenti dal ministero tutto viene congelato. Con il governo in scadenza «non si ha idea in che tempi verrà attivata la trattativa con la conferenza Stato-Regioni e se poi non si arrivasse a una linea condivisa è ipotizzabile che il Consiglio dei ministri richiami a sé l’intera partita. Insomma al momento, anche se il processo è stato avviato, si blocca in attesa di indicazioni precise» dice Maurizio Colombo, direttore della Camera di commercio con sede a Baveno.

 

All’inizio del percorso di riforma erano stati in parecchi a mobilitarsi per il mantenimento dell’autonomia del Vco, poi la partita era stata data per persa da quasi tutti. A quella di Sondrio – provincia ugualmente montana e di confine – l’autonomia è stata riconosciuta, a quella del Verbano Cusio Ossola negata.