Sì o no al nuovo teatro? Questo è il dilemma Pressing sulla Regione

La Prealpina - 12/10/2016

Il sindaco Davide Galimberti, nell’ultimo Consiglio comunale (il primo del dopo ferie), aveva lanciato un appello alla Regione: troviamoci entro il 10 ottobre per decidere sul futuro del masterplan di piazza Repubblica. C’è stato l’incontro? No. Ieri mattina, Galimberti ha spiegato che la data entro la quale sarebbe opportuno convocare la riunione, è stata posticipata al 20 ottobre. È Palazzo Estense che caldeggia il vertice.

«La Regione non ci ha ancora risposto» ha precisato il primo cittadino senza dare l’idea di insinuare la polemica. Il motivo per cui è importante, per non dire urgente, un summit della segreteria tecnica, è legato alla nuova legge sugli appalti e sulle concessioni che (come anticipato nei giorni scorsi da Prealpina) ha messo fuori gioco la fase due del grande piano su piazza Repubblica, quella relativa alla costruzione del nuovo teatro (stabile).

In sostanza, come ha confermato ieri mattina Galimberti al termine della riunione di giunta, le norme ora prevedono che nei project financing, ovvero i progetti di compartecipazione tra pubblico e privato, l’onere a carico degli investitori privati sia di almeno il 70% dell’opera. Il problema per il masterplan (lotto due) varesino è che l’esborso del privato nella realizzazione delle opere pubbliche è di circa un terzo. E quindi: i conti non tornano. Tornavano prima; adesso con la nuova legge appena entrata in vigore non più. Una doccia fredda sul progetto a lungo cullato da Regione, Comune e Provincia. Sì perché trovare il privato che invece di otto o nove milioni ne mette il doppio, diventa impresa impossibile (già era ardua nella versione iniziale). Il sindaco ha quindi spiegato che l’incontro servirà appunto per decidere cosa fare della fase due. Si tratta del “lotto” che oltre alla costruzione del nuovo teatro, prevede la realizzazione della sede dell’Asl al posto dell’ex collegio Sant’Ambrogio e (contropartita a favore del privato) una complesso edilizio sulla collina sovrastante. Salta tutto? Galimberti non si è sbilanciato: «Vedremo». Ma poi ha ammesso che, nel mutato scenario, il nuovo teatro è davvero a rischio. «Dobbiamo rivedere qualcosa». Per forza: il teatro e opere pubbliche della fase due sono stimati in circa 25 milioni e gli enti pubblici (Regione in primis) non possono metterne più di otto. Ora, le possibilità sono due: rinunciare al secondo progetto, dirottando tutte le risorse pubbliche sul primo, cioè quello relativo alla sistemazione dell’ex caserma e alla riqualificazione della piazza; portare avanti anche la fase due ma ridimensionando le opere, tenendo in campo il privato, o aggiungendo altri soldi pubblici, estromettendo così l’investitore privato e cancellando la contropartita del complesso edilizio.

Il “pallino” è nella mani della Regione che sul masterplan di piazza Repubblica convoglia oltre 20 milioni di euro, di cui sette già erogati al Comune di Varese (ente che segue le procedure). Sarà disposto il governatore Roberto Maroni a rinunciare al nuovo teatro, mantenendo fermo l’impegno finanziario complessivo? Il timore di Palazzo Estense è che la Regione riduca il finanziamento o addirittura lo tolga del tutto. Per questo motivo, viene vista come necessaria e urgente dal Comune una riunione della segreteria tecnica, l’organismo cioè che raduna i partner dell’accordo di programma (Regione, Provincia, Comune e Università).

La tabella di marcia che a suo tempo era stata stilata per la fase uno (ex caserma e sistemazione della piazza) e a seguire la due (teatro), a questo punto è da aggiornare. I tempi, al di là delle decisioni, sono destinati ad allungarsi.