Si ferma il lavoro con la legge

La Prealpina - 16/11/2018

Se c’è una cosa che fa arrabbiare gli imprenditori varesini è il non riuscire a fare bene il proprio il lavoro a causa di impedimenti “esterni”: burocrazia, tasse, mancanza di incentivi. Se poi a questo si aggiunge il rischio paralisi sul fronte del mercato del lavoro, la reazione non può che essere dura nei confronti di chi sta nei palazzi romani. «È come se si volesse fermare la modernità del lavoro e della società a colpi di legge. Imponendo dall’alto una propria (ma sbagliata!) idea di benessere m- tuona il presidente dell’Unione Industriali della provincia di varese, Riccardo Comerio – Perché gli imprenditori sono tanto preoccupati di questa manovra? Perché i provvedimenti presi o allo studio del governo sembrano tutti legati da un filo rosso, da un’idea che ha sempre di più tutte le parvenze di un’ideologia: poter garantire benessere a prescindere dal lavoro e dalle imprese».

Molti i provvedimenti nel mirino degli industriali.

«Il reddito di cittadinanza, quota 100, le chiusure domenicali delle attività commerciali sembrano andare tutte in questa direzione: allontanare la percezione della necessità del lavoro dalla vita delle persone – continua Comerio – Giusto aiutare i più deboli, ma non si può farlo garantendo un reddito senza un impiego e senza prospettive reali di occupazione. Giusto eliminare alcune storture previdenziali, ma non si può farlo cercando di accorciare indistintamente a tutti i tempi per arrivare alla pensione, quando l’aspettativa di vita, invece, si allunga. Il tutto con costi elevatissimi e risorse a debito. È un autogol limitare le aperture festive di negozi e supermercati quando ormai il digitale rappresenta un’alternativa per gli acquisti delle persone».

Secono il numero unod egli industriali varesini, quello che il governo sta diffondendo è un messaggio che va nella direzione diametralmente opposta a quella che gli imprenditori cercano di proporre alle giovani generazioni. LO fanno, ad esempio, portando in visita in 150 imprese della provincia circa 4000 studenti , nell’ambito dell’iniziativa Pmi Day.

« Sarebbe bello e forse opportuno che a questi tour partecipasse anche chi ha responsabilità di governo – continua Comerio – Perché scoprirebbe un mondo che probabilmente ignora. Se non fosse così la manovra non avrebbe smontato tutti quegli stimoli agli investimenti, alla formazione, alla ricerca che avevano nell’ultimo anno e mezzo fatto da carburante alla crescita delle nostre imprese».

Dal presidente Comerio arrivano anche dei suggerimenti per chi ci governa, «Le risposte alle esigenze del Paese e del lavoro per noi stanno in una politica che punti sugli incentivi agli investimenti, alle attività di ricerca, di sviluppo e di formazione, soprattutto dei giovani. Sui tagli al costo del lavoro per mettere più soldi nelle buste paga dei lavoratori. Su sgravi che premino la produttività in azienda con salari maggiori. Sulla decontribuzione all’assunzione dei ragazzi». Invece, guardando a ciò che sta accadendo, «Sembra che la politica non creda più nel Made in Italy – afferma Comerio – mentre si rafforzano in altri Paesi le plitiche di sostegno alle imprese e di attrazione degli investimenti. Perchè il valore economico e sociale delle nostre aziende è più apprezzato all’estero che in Italia ? ».