Si cuce dal cielo il vestito sulla montagna che frana

La Prealpina - 05/07/2017

L’elicottero ha sorvolato la montagna sopra Varese una manciata di minuti prima delle 8. Ieri mattina è cominciato il trasporto del materiale da via del Ceppo, esattamente ai piedi della frana, in cima al versante che dallo scorso febbraio si sgretola sulla via sottostante. Rotoli immensi di maglia di ferro sono stati portati in cima e poco dopo i rocciatori della Work Trade hanno cominciato a srotolare e fissare le grandi reti che dovranno contenere speroni e rocce da ulteriori cedimenti, a protezione dei passanti del Sacro Monte.

«Stiamo cucendo un abito su misura», è stato il commento dell’ingegnere Giulia Bertani, responsabile unico del procedimento per il Comune di Varese che sovrintende ai lavori di messa in sicurezza. Il fronte della frana è lungo una quarantina di metri. Da qualche mese preoccupa per la perdita di pezzi di roccia.

Ieri la parte più scenografica dell’intervento, con il trasporto del materiale in cima al versante, dalla base del cantiere. Guardando in alto dalla città e da alcuni comuni vicini, chiunque di buonora ha potuto vedere l’elicottero che volteggiava vicino al cuore del borgo dedicato a Santa Maria del Monte.

Tra oggi e domani si comincerà con la parte più invasiva dell’intervento. I rocciatori, che operano per conto della ditta Cospef srl di Busalla, in provincia di Genova, dovranno infatti praticare alcuni fori nella roccia per ancorare nel modo più fermo quel vestito decisamente pesante e che non dovrà essere più tolto. Nella parete verranno praticati alcuni fori profondi da un metro e mezzo a tre per fermare in più punti la rete in ferro con le maglie più piccole (6 centimetri per 8), fori da realizzare con una perforatrice particolare, mentre sarà necessario un macchinario di ben altre dimensioni per forare la montagna con intarsi di ben 6 metri di profondità nei quali inserire i tiranti per fermare i pannelli in acciaio. Si tratta di rettangoli di rete particolarmente resistente, con maglie di 20 centimetri per 20. Una sorta di soprabito, sopra il vestito rappresentato dalla rete più piccola, per bloccare gli speroni di roccia che potrebbero scivolare a valle.

Nei giorni scorsi è stato eseguito il disgaggio, sono stati cioè eliminati sassi e massi, alcuni di grandi dimensioni, che erano pericolanti e avrebbero potuto rotolare a valle con facilità, anche dopo la posa delle reti di contenimento.

Ora si procede con la “copertura” del fronte franoso. Alta circa 60 metri, la montagna sarà divisa in due parti. La strada di via del Ceppo tra qualche settimana sarà di nuovo aperta al pubblico anche nell’ultimo tratto, quello che dal parcheggio per i residenti, di fronte al cimitero del borgo, porta fino all’inizio della scalinata, verso il santuario. Lo stop ai pedoni è stato necessario, dal 10 febbraio scorso, per questioni di sicurezza. Fedeli e turisti devono imboccare percorsi alternativi, o salire direttamente dalla Via Sacra, per raggiungere Sacro Monte.