Si brinda al vino varesino Parte la quinta rassegna

ino a un paio di decenni fa, chi pensava di riavviare e consolidare i vitigni nel Varesotto, poteva essere sospettato di ebbrezza. E invece, grazie al coraggio di produttori, il sostegno di associazioni ed enti pubblici, ieri si è arrivati a presentare la quinta Rassegna del vino varesino. Insomma, dopo il rilancio di qualche pioniere, la produzione di vino prealpino ha iniziato a consolidarsi, tanto da arrivare a produzioni annue, in crescita, che raggiungono le 60-80.000 bottiglie. Bottiglie che vanno puntualmente esaurite, a testimoniare la qualità e la “sete” di un mercato, anche per un prodotto che, di certo, non può vantare la tradizione, il nome e il marchio di altri territori italiani.

Ad ogni modo la frizzantezza di questi anni ha permesso, ancora una volta, l’organizzazione di una rassegna, che si terrà sabato, dalle 17 alle 23 in Villa Porro Pirelli, via Tabacchi 20, a Induno Olona. Qui, come ha ricordato Fabio Ponti di Slow Food, «si potranno assaggiare i prodotti di sei cantine, che proporranno tutti i vini prodotti nel nostro territorio». E cioè: Cascina Filip di Travedona Monate, Vitivinicola Laghi d’Insubria di Abizzate, Cantina Torrerossa di Gazzada Schianno, Cascina Piano di Angera, Tenuta Tovaglieri di Golasecca e gli “stranieri” dell’azienda agricola Sorsasso di Domaso (Como). Il mini-Vinitaly varesino è organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Induno Olona in collaborazione con Slow Food, Associazione vini varesini e Pro Loco Induno Olona. All’ora di cena verrà servito un primo piatto, mentre alle 21, sotto la guida degli esperti assaggiatori di Onav Varese, si potrà inoltre seguire un percorso introduttivo alla degustazione e alla cultura del vino, con il coinvolgimento dei sensi: vista, olfatto, gusto.

Di più: come avviene per il buon vino, l’espansione sul territorio è in fermento: «Ci sono alcuni giovani produttori – ha aggiunto Claudio Moroni, fiduciario della condotta Slow Food di Varese – che hanno iniziato l’attività con ottime prospettive, anche in zone nuove, come Viggiù», vale a dire al confine col Canton Ticino, dove c’è una tradizione ben più lunga e di successo di vini, con in testa il Merlot. Insomma, dopo i prodotti gastronomici come l’Asparago di Cantello, la Formaggella del Luinese, le Pesche di Monate o il Miele varesino, anche i calici stanno iniziando a brindare, anche in un territorio a vocazione prettamente industriale: «La rassegna – ha detto Emanuele Marin, assessore alla Cultura di Induno Olona – è stata un crescendo e si innesta perfettamente in un altro progetto ben riuscito, come quello del Mercato della Terra del Piambello, sempre in collaborazione con Slow Food, che ospitiamo ogni secondo sabato del mese nella frazione di San Cassano».

Il biglietto d’ingresso di 10 euro comprende le degustazioni. Prenotazione necessaria ai numeri 335.6958548 (Fabio Ponti) o 349.7755381 (Micaela Stipa).