Sì alle Province com’erano prima

La Prealpina - 15/01/2020

– «Le Province sono nate con territori ben identificabili e come forma organizzativa definita ben prima della nascita dello Stato italiano. Rappresentano le comunità, ma con la legge 56 del 2014 sono state “svuotate” facendo così mancare un modello razionale di governo e generando gravi e pesanti ripercussioni sull’erogazione di molti servizi primari nei territori». Questa la premessa. Dalla quale discende la presa di posizione: serve una revisione della legge che deve anche prevedere la reintroduzione dell’elezione diretta del Presidente e del Consiglio provinciale e il ripristino della Giunta. Lo chiede la risoluzione sul riordino delle Autonomie locali approvata ieri a maggioranza in Consiglio regionale con 43 voti a favore, 12 contrari e 11 astenuti, dopo il primo via libera ottenuto lo scorso dicembre dalla Commissione Autonomia presieduta da Mauro Piazza (Forza Italia). In aula il sì dei gruppi consiliari di maggioranza, l’astensione del Pd e il voto contrario di M5S, Lombardi Civici Europeisti, Michele Usuelli (+Europa) e Patrizia Baffi (Italia Viva). Il documento, messo a punto dallo stesso presidente Mauro Piazza e dal vice presidente della Commissione Alessandro Corbetta (Lega), sottolinea l’importanza e la necessità di creare «un corretto e più efficiente impianto di governance del sistema che interessa e coinvolge le Regioni e le autonomie locali, con una adeguata distribuzione di competenze e funzioni e garantendo al tempo stesso le relative e necessarie risorse». Il testo evidenzia inoltre l’urgenza del rilancio delle Province e delle Città Metropolitane, che secondo la risoluzione approvata deve essere articolato e si deve basare su 4 punti fondamentali: gli organismi politici devono avere nuovamente la legittimazione popolare attraverso il voto, le funzioni di area vasta devono essere ben definite, deve essere garantita l’autonomia finanziaria per assicurare le risorse necessarie utili a coprire e svolgere efficacemente le funzioni attribuite, vanno assicurati in misura adeguata gli standard di organizzazione e personale al fine di garantire la piena funzionalità degli apparati amministrativi. Infine, il testo chiede che venga prevista anche «un’equa e giusta indennità ai consiglieri delegati che svolgono nei fatti le funzioni di Giunta». Il documento sollecita infine la piena attuazione della Costituzione ed evidenzia la richiesta di maggiore autonomia, ai sensi dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione. Nell’annunciare il voto di astensione, il consigliere del Partito democratico, Pietro Luigi Ponti, pur apprezzando il lavoro svolto e i contenuti del documento, ha però rilevato come fosse altresì auspicabile una maggiore valorizzazione del ruolo dell’Assemblea dei sindaci.