Sì alla tassa di soggiorno per i turisti «Per rilanciare il nostro territorio»

Sì alla tassa di soggiorno. Anche a Varese i turisti pagheranno un’imposta, che servirà a rilanciare il turismo. Questa la motivazione con cui un’ampia maggioranza trasversale ha approvato la proposta delle giunta, durante la seduta del consiglio comunale di martedì sera. Le uniche forze politiche contrarie sono state infatti la Lega Nord e Forza Italia. Nel centrodestra, la Lista Orrigoni ha deciso di votare a favore solo dopo che il provvedimento è stato modificato con una serie di miglioramenti. Il consiglio comunale ha infatti approvato una serie di cambiamenti alla proposta, per l’esattezza sei mozioni, due proposte dal consigliere comunale della Lista Orrigoni, Luca Boldetti, e quattro del consigliere leghista Carlo Piatti. Il primo emendamento di Boldetti pone dei paletti per l’entità delle aliquote dell’imposta, la cui competenza sarà comunque della giunta. Il documento chiede che per gli hotel a 4 stelle o superiori l’imposta sia compresa tra i 2,50 e i 4 euro, per gli hotel a 3 stelle tra 1,50 e 2,50 euro, per quelli a 2 stelle da 0,50 a 1,50 euro, e per le altre strutture ricettive da 0,50 a 2 euro. Rinaldo Ballerio, della Lista Orrigoni, ha quindi sottolineato che «vogliamo puntare sul rilancio del turismo, e pur con qualche riserva accettiamo questa scommessa, affinché i fondi servano per investire in questo comparto. Nella speranza che ci sia un incremento del fatturato e un forte ritorno per il territorio». Mentre Il capogruppo leghista Fabio Binelli ha ringraziato l’assessore «per la disponibilità dimostrata nei confronti dei nostri emendamenti, tuttavia la nostra posizione resta di contrarietà». Il capogruppo di Forza Italia Simone Longhini, , durante la seduta, ha chiesto alla giunta se tra «le categorie esenti ci siano anche i profughi ospitati nelle strutture cittadine». L’assessore al Bilancio Cristina Buzzetti ha risposto che i profughi «non rientrano tra le categorie esenti. In ogni caso, i luoghi dove sono ospitati non rientrano più nella categoria delle strutture ricettive». Sulla tassa di soggiorno l’amministrazione aveva, nei giorni scorsi, incassato anche il via libera da parte delle associazioni rappresentative del settore del turismo. Ma solo a patto che almeno l’80 per cento di quello che sarà introitato venga «destinato ad azioni direttamente ed effettivamente collegate alla promozione turistica. L’obiettivo, quindi, deve essere quello di incrementare il numero dei pernottamenti e delle presenze alberghiere e, più in generale, turistiche nelle stesse strutture interessate dall’imposta». Questa la presa di posizione che era emersa dalle associazioni del settore in un comunicato stampa diffuso dalla Camera di Commercio. n