Sì alla cassa Air Italy

La Prealpina - 01/07/2021

Da una parte penetra uno spiraglio di luce sulle buie vicende che hanno attanagliato i circa 1400 lavoratori (di cui due terzi a Malpensa) di Air Italy in questi mesi. Il tutto grazie all’approvazione di una norma apposita, caldeggiata dalle sigle sindacali, per protrarre il periodo di cassa integrazione. Dall’altra parte, sembra calare l’oscurità per i dipendenti di Emirates sul versante cargo, destinato a essere ceduto.

Soluzione Air Italy

Per l’azienda in liquidazione da febbraio 2020, la fase di ricorso agli ammortizzatori sociali scadeva ieri. Una data, quella del 30 giugno, vissuta come un incubo da quando il primo aprile i liquidatori avevano reso nota la linea societaria: non concedere proroghe. Il che equivaleva a due parole: licenziamento collettivo. Settimana scorsa i liquidatori avevano dato il beneplacito alla prosecuzione della cassa integrazione, purché senza costi per le dissestate casse societarie. «Al momento non esiste una norma che permetta la proroga senza oneri. Serve un emendamento all’articolo 45 del Decreto sostegni bis», aveva dichiarato allora Luigi Liguori di Filt Cgil. Nel frattempo, la proposta normativa è arrivata: l’ha presentata martedì al Consiglio dei Ministri il titolare del dicastero del lavoro Andrea Orlando, che ieri mattina ha poi incontrato in videoconferenza le parti coinvolte. Un incontro che pare aver dato dei frutti. Il direttore generale del ministero ha comunicato l’imminente pubblicazione del decreto legge contenente l’emendamento, e poco dopo mezzogiorno Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA hanno diramato una nota congiunta: «La riunione è stata aggiornata a domani (oggi ndr) in attesa che nella serata venga ufficializzata in Gazzetta Ufficiale la norma che consentirà la revoca dei licenziamento e la proroga della Cigs per sei mesi». Le parti si incontreranno nuovamente alle 16 di oggi

Preoccupa Emirates

La compagnia ha deciso di cedere il ramo d’azienda italiano legato al cargo a una società di nuova costituzione, Cargo Plus. E adesso, in occasione dello sciopero generale del trasporto aereo in programma il 6 luglio «si fermerà anche il personale di Emirates basato in Italia», fanno sapere le quattro grandi sigle sindacali. «Nonostante le nostre ripetute richieste di mantenimento del contratto nazionale del trasporto aereo, la compagnia intende applicare il contratto collettivo nazionale del lavoro inerente al commercio ai suoi dipendenti», dichiarano i sindacati. Cosa comporterebbe ciò è presto spiegato: «La perdita di tutele normative e sociali per i lavoratori coinvolti e ancor di più contribuirebbe a favorire il fenomeno di dumping sociale e salariale che cerchiamo di contrastare da anni».