«Sì ai sacrifici, ma che siano utili»

La Prealpina - 20/10/2020

Sono consapevoli del fatto che la situazione attuale impone sacrifici a tutti, ma al tempo stesso chiedono di non essere i soli a combattere questa battaglia. Sì perché se commercianti e ristoratori si impegnano a far rispettare le regole nelle loro attività, ma poi sui mezzi pubblici non viene osservato un rigore analogo, allora è tutto inutile. È un’analisi lucida e accurata, quella fatta da Giorgio Angelucci e Giordano Ferrarese, rispettivamente presidente provinciale di Uniascom Varese e presidente provinciale di Fipe-Confcommercio, sull’ultimo decreto emesso domenica sera dal premier Giuseppe Conte e sull’ordinanza regionale che resterà in vigore fino al 6 novembre. «La priorità – afferma Angelucci – deve essere la tutela delle persone e in quest’ottica, numeri dei contagi alla mano, era inevitabile un giro di vite. La speranza è che i nuovi provvedimenti servano ad arrestare la diffusione del virus e che il prossimo Decreto ministeriale non preveda perciò misure ancora più restrittive». Sì perché, se un ulteriore mese fiacco può essere ancora retto dal comparto del commercio (nella foto Archivio), un’ulteriore proroga, magari con le città vuote proprio a ridosso del Natale, darebbe la mazzata definitiva. Anche perché, precisa Angelucci, «da parte della categoria e dell’associazione che rappresento posso assicurare che all’interno delle nostre attività il rispetto delle norme di prevenzione è garantito». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ferrarese: «Ristoratori e baristi sapevano che sarebbero stati chiamati all’ennesimo sacrificio», ma ora «l’importante è che i provvedimenti non vengano prorogati o inaspriti perché la perdita di fatturato sarebbe molto difficile da sopportare». Da qui, la considerazione finale: «Nei mesi estivi i pubblici esercizi hanno lavorato senza che il numero di contagi si impennasse – conclude Ferrarese – . La situazione è cambiata con la riapertura delle scuole e l’utilizzo dei mezzi pubblici, sui quali distanziamento e rispetto delle norme non sono stati verificati ed eventualmente sanzionati». Certo, ora, per quanto riguarda i pubblici esercizi, resta da capire quali saranno le conseguenze di un coprifuoco.