Si accende la fiaccola dello sport per tutti

La Prealpina - 13/11/2017

La torcia delle Olimpiadi speciali lombarde si accende a Varese: per la prima volta si svolgeranno in quattro location provinciali i Giochi regionali estivi Special Olympics “Play the games”. L’appuntamento è fra il 26 e il 29 aprile del prossimo anno, ma la macchina organizzativa si è già messa in moto per accogliere migliaia fra sportivi, familiari e volontari: a Varese, Gallarate, Tradate e Casorate Sempione la prossima primavera andrà in scena il più grande evento del 2018 in Lombardia per atleti con disabilità intellettiva. A loro (senza limitazioni, oltre gli otto anni di età) è dedicata questa sfida che si distingue dalle Paralimpiadi, legate invece alla disabilità fisica e a una preselezione. «Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze»: è il motto del movimento americano fondato nel 1968 da Eunice Kennedy Shriver, volto solidale della più grande dinastia americana, con lo scopo di favorire l’inserimento sociale attraverso l’attività fisica.

«Infatti il nostro non è un movimento sportivo, anche se vede diverse competizioni – spiegano due esponenti del comitato promotore, Lella Ambrosetti, membro del Board nazionale Special Olympics, e Giulio Velati, direttore provinciale -. Lo sport è solo uno strumento per promuovere l’inclusione e l’autostima a tutti i livelli. Non cerchiamo campioni, ma persone che si rimettano in gioco nella società, nella scuola, nel mondo lavorativo. Per questo ci auguriamo che tutta la provincia partecipi alla manifestazione».

E per promuovere questo percorso a volte può servire anche una medaglia, conquistata con la fatica, il sudore, il divertimento e la giusta dose di agonismo. Ecco perché i grandi eventi internazionali di Special Olympics, sostenuti anche dai Lions, assomigliano alle Olimpiadi ufficiali: alle edizioni degli anni scorsi hanno preso parte big mondiali come Nelson Mandela, Obama e Bono degli U2, fra bandiere, inni nazionali e brividi in stadi stracolmi. La kermesse varesina sarà invece su scala regionale, ma vuole pensare in grande: a partire dalla cerimonia d’apertura che si terrà all’Ippodromo delle Bettole di Varese con la promessa di un vero e proprio spettacolo. La fondatrice scelse il nome di “Olimpiadi speciali” proprio per indicare la volontà di valorizzare l’abilità di chi può faticare più di altri a trovare uno spazio nel mondo: per colpa delle barriere altrui, spesso più mentali che fisiche, e della difficoltà delle famiglie.

«Il gioco e lo sport possono fare il miracolo – aggiunge Lella Ambrosetti, che da decenni è attiva nella cooperazione internazionale insieme al marito Alfredo Ambrosetti, consulente delle star e inventore del Workshop di Cernobbio -. Tutti nasciamo con delle capacità che possiamo sviluppare o meno: la disabilità è un ostacolo al talento, ma dando il tempo necessario e le occasioni giuste si può arrivare a risultati all’apparenza impossibili. Il 3 per cento della popolazione mondiale ha una disabilità, addirittura Einstein era considerato al primo livello di disabilità. Lo sport trasmette le stesse emozioni a tutti: con mio marito abbiamo spesso assistito alle Olimpiadi e devo dire che non trovo differenze nell’atmosfera che si respira. L’adrenalina, le fasi di allenamento, la gioia di chi taglia il traguardo o sale sul podio sono uguali. Ricordo, durante la nostra tradizionale giornata a Villa d’Este, un ragazzo vicino a Federica Pellegrini. La campionessa ammetteva di aver paura del nuoto in mare aperto. E il nostro atleta la rassicurava dicendole “forza, provaci, devi vincere le tue paure”. Una bella lezione. Nella vita tutto è possibile».

 

Dai Kennedy alle Bettole Sfida in tredici discipline

È la prima volta che Varese ospita il grande evento: in vista dell’arrivo della fiaccola dei “Play the games” la prossima primavera il programma si sta componendo di giorno in giorno. Quattro i paesi della provincia coinvolti con i loro impianti: Varese, Gallarate, Tradate e Casorate Sempione. Preziosa la collaborazione con le scuole. Saranno 13 le discipline: atletica leggera, nuoto, calcio, basket, pallavolo, tennis, bocce, bowling, equitazione, ginnastica artistica e ritmica, badminton (volano), rugby e canottaggio. Parteciperanno in tutto circa 750 atleti (con un indotto di circa 2.500 presenze). La marcia della torcia (Torch Run) si terrà nelle due settimane precedenti l’evento e toccherà i principali comuni coinvolti. La cerimonia di apertura sarà giovedì 26 aprile alle 20.30 all’Ippodromo delle Bettole, con la sfilata delle delegazioni, il giuramento degli arbitri e dell’atleta e la dichiarazione di apertura dei Giochi. La festa di chiusura sarà sabato 28 aprile alle 21 a Gallarate. Dal 1999 Special Olympics esce dai confini degli Stati Uniti, dove è stato fondato nel 1968. Oltre al sostegno alle attività motorie, il movimento prevede il programma salute che copre molte cure mediche.