Shopping festivo«Saltate il turno»

La Prealpina - 27/04/2018

Il giorno della Festa del lavoro, tutti alla manifestazione e non al supermercato: potrebbe suonare così l’appello dei sindacati che in forma unitaria si schierano contro le aperture festive dei supermercati del 1° maggio e 2 giugno. Molti centri commerciali hanno appena archiviato l’apertura del 25 aprile e, pur con qualche eccezione nel Varesotto, si preparano a concedere il bis martedì prossimo. «Nella nostra zona quasi tutti i centri sono aperti e sono coinvolti molti dipendenti, come nel resto della regione», spiega Simona Menegale di Fisascat-Cisl dei laghi. Anche Filcams-Cgil e Uiltucs chiedono ai dipendenti di non lavorare in quelle giornate (sono circa 10mila i varesini nel settore).

«Diciamo di astenersi dal turno, perché propriamente non si può parlare di sciopero, visto che il lavoro festivo è sempre volontario, anche se molte catene forzano i contratti lasciando intendere che il dipendente sia obbligato – spiega il segretario generale della Filcams-Cgil Varese Pino Pizzo -. Può scioperare chi nella lettera di assunzione ha l’indicazione dei festivi. Si tratta comunque di forzature perché la normativa sul lavoro festivo è sempre interpretabile. Ma in entrambi i casi la nostra indicazione è chiara: non dovete lavorare, partecipate piuttosto al corteo del 1° maggio».

La protesta si allarga a tutta la Lombardia: «Anche quest’anno – si legge nella nota dei confederali – migliaia di lavoratori del commercio non potranno passare le feste con i propri cari, perché moltissime attività commerciali resteranno aperte per le prossime festività: dopo il 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno. La liberalizzazione selvaggia degli orari commerciali non ha portato a un aumento dell’occupazione e neanche rilanciato i consumi, ma di contro i lavoratori hanno visto peggiorare le condizioni di vita e di lavoro. A ciò si aggiungono le numerose procedure di licenziamento collettivo avviate da diverse aziende della grande distribuzione e l’assenza, da troppi anni, di un contratto nazionale del settore».

I sindacali chiedono di regolamentare il settore: «Ormai il problema si ripropone sempre e non si trovano soluzioni – ribadisce Pizzo -. Da quando c’è stata la liberalizzazione degli orari con il Governo Monti sono iniziati i problemi. Di fatto le strutture possono restare aperte 365 giorni all’anno e h 24».

Ancora una volta «siamo costretti a ribadire che né la legge, né il contratto collettivo nazionale di lavoro prevedono l’obbligo della prestazione lavorativa in occasione delle festività, invitiamo pertanto i lavoratori a godere del 1° maggio, Festa del Lavoro, e del 2 giugno, Festa della Repubblica – conclude la nota congiunta -. Inoltre, in considerazione del fatto che alcune imprese, soprattutto della grande distribuzione, hanno fatto sottoscrivere ai dipendenti nella lettera di assunzione, in modo del tutto illegittimo, l’obbligo del lavoro festivo, invitiamo questi ultimi, in caso di pressioni o forzature da parte dell’azienda, a rivolgersi ai propri rappresentanti sindacali oppure alle sedi territoriali di Filcams, Fisascat e Uiltucs».