Sesto Calende Il Veleno d’eccellenza che conquista la Deco

- 11/01/2018

Per che cosa è famosa Sesto Calende? Per il suo splendido lungofiume, per la Siai Marchetti (l’industria aeronautica che negli Anni Quaranta dava lavoro a oltre 11mila operai) e per il Veleno del Lago Maggiore. Sì, l’aperitivo di casa Olearo è a tal punto diventato un segno distintivo della città che l’amministrazione comunale, d’intesa con il Distretto del commercio Malpensa Nord Ticino, ha deciso di conferirgli il marchio Deco. Ad annunciarlo è l’assessore alle Attività produttive Edoardo Favaron. La Denominazione Comunale (da qui l’acronimo Deco) indica il marchio di garanzia che sancisce la provenienza di un determinato prodotto, del comparto enogastronomico o artigianale, da uno specifico territorio. È una certificazione di qualità nata su scala nazionale che dà ai Comuni la facoltà di disciplinare in materia di “valorizzazione delle tipicità agroalimentari ed enogastronomiche, della cultura e delle specificità locali”.

Sesto può vantare un altro prodotto a marchio Deco ed è il Raviolo. All’interno dello stesso Distretto hanno due prodotti certificati anche Angera (il Pane di Angera e il vino muffato della Cascina Piano) e Somma Lombardo. Le eccellenze per la Città dei Tre Leoni sono lo Scudo – il raviolo da trenta grammi di peso con una pasta bicolore giallorossa (a ricordare i colori dello stemma cittadino) che racchiude il ripieno di Sancarlino, tipico formaggio vaccino delle valli varesine – e la costina di Coarezza della prestigiosa Accademia che ogni anno richiama nella frazione sommese migliaia di persone disposte a fare ore di coda per degustare la carne cotta alla griglia secondo una ricetta segreta. Non sono invece un mistero gli ingredienti del Veleno.

«Negli anni Sessanta, grazie a un’intuizione di mio padre e suo fratello, fu inventato questo aperitivo, composto da vermuth piemontese, bitter, gin e aromi naturali che diventò in poco tempo l’aperitivo per eccellenza di Sesto Calende e dintorni», spiegò tempo fa Federico Olearo, titolare dell’omonima storica enoteca. «In occasione dei cento anni di attività della nostra famiglia nella commercializzazione di vini, ho pensato fosse giunto il momento di brevettare e commercializzare il nostro Veleno che ritengo essere l’unico liquore originale del Lago Maggiore». Presto potrà scriverlo anche sull’etichetta, accanto al marchio Deco.