«Servono competenze per i nuovi processi 4.0»

VA R E S E – «Se il 2017, e ancora più il 2018, sono stati gli anni delle macchine, il 2019 dovrà essere l’anno delle competenze, ovvero dell’a cquisizione di tutte le conoscenze necessarie a sfruttare al massimo le potenzialità delle apparecchiature entrate nelle aziende anche grazie alle iniezioni economiche del piano nazionale Impresa 4.0». Ad affermarlo è il responsabile di Faberlab Davide Baldi, che dall’osservatorio privilegiato del Digital Innovation Hub di Confartigianato Imprese Varese, prova a mettere in ordine i tasselli di un anno che inizia in salita. «La crisi c’è, è oggettiva, e il rischio recessione è in tutti i numeri che impietosamente ci vengono restituiti da questo primo scorcio di 2019 – annota Baldi – Anche per questo l’obiettivo delle imprese, specialmente quelle di piccole e medie dimensioni, deve essere l’avvio di un processo di riorganizzazione fondato sull’a umento della produttività, sulla comprensione dei dati e sulla progressiva diversificazione della produzione». «Impresa 4.0 è stata un primo passo ed è stata funzionale, sino ad oggi, per colmare il gap dell’Italia e delle sue imprese rispetto a molti altri Paesi, non solo europei. Molti acquisti fatti in questi anni sono stati fondamentali per garantire il rinnovamento produttivo all’interno delle aziende, specie Pmi. Il prossimo passaggio, prima di effettuare nuovi acquisti, dovrà essere quello di imparare a utilizzare al meglio queste macchine e di valutare come inserirle al massimo delle potenzialità nel ciclo produttivo aziendale» ragiona Baldi. Solo a quel punto si potranno valutare eventuali altri bisogni e si potrà pensare di colmarli con nuovi investimenti strutturali. «Sino a quel momento – conclude Baldi – sarà l’acquisizione di nuove professionalità o la riqualificazione di quelle già presenti in azienda a fornire le chiavi per valorizzare le nuove potenzialità insite nelle apparecchiature»