«Serve un piano comune per il rilancio del turismo»

La giunta guidata dal sindaco Andrea Pellicini ha deliberato la gestione congiunta di Palazzo Verbania: se ne occuperà dunque il Comune insieme operatore privato al quale verrà inviata una lettera d’intenti, fissando precise norme da rispettare in questa partnership effettuata a titolo sperimentale. Insomma, si cerca un gestore – fra i tre che si sono proposti avendo i requisiti – che possa affiancare il Comune per valorizzare “il palazzo della cultura luinese” durante un periodo che sarà poi analizzato per capire quale possa essere la «formula gestionale più rispondente all’interesse pubblico e al programma di valorizzazione culturale concordato nel 2014 tra Comune, MIBAC e Agenzia del Demanio che ha determinato il trasferimento di proprietà a titolo gratuito del Palazzo dallo Stato al Comune».

Lo sforzo della giunta luinese, per questo contratto che durerà quattro anni e che vedrà un privato condividere gli spazi con l’Amministrazione pubblica è un buon inizio ma, il pensiero è unanime, bisogna fare altro. Il Comune avrà l’utilizzo esclusivo del locale al piano da adibire ad Ufficio turistico e accoglienza e del piano secondo e sottotetto da adibire a sede degli Archivi letterari Chiara e Sereni e ad attività didattiche e di laboratorio, quest’ultimo aspetto potrebbe essere una partenza. Sul Verbano, lo hanno affermato i gerenti degli alberghi nei giorni scorsi in occasione del bilancio dei turisti presenti a Pasqua, manca una strategia, una visione comune. «Non è solo una questione di cartellone degli eventi condiviso – hanno precisato gli albergatori – ma anche di dialogo mai intrapreso tra tutti i Comuni del Verbano. Si fanno riunioni su problemi alle ferrovie, su problemi agli ospedali e sul gioco d’azzardo come se una pianificazione comune del turismo fosse un aspetto secondario». L’apertura di Palazzo Verbania il 18 maggio potrà e dovrà essere un volano, non solo per il turismo congressuale. L’edificio, per inciso, nei prossimi giorni subirà gli ultimi ritocchi «delle facciate esterne della sala conferenze ubicata al piano terra (fronte lago)».

Alla notizia della creazione di un sito istituzionale tematico su Piero Chiara e Vittorio Sereni, qualcuno ha risposto proponendo sui Social network il coinvolgimento di tutto il Verbano per dedicare l’intero 2020 a studi approfonditi, un percorso in grado di far conoscere anche ai più giovani “i due scrittori del Lago Maggiore”. Così c’è chi propone mostre, convegni, letture pubbliche, seminari divulgativi e anche possibili “fuori salone” del libro di Torino e Milano.

La sfida della prossima amministrazione luinese potrebbe essere proprio questa; non senza il coinvolgimento degli altri Comuni, come chiesto dagli operatori del turismo locale. Quest’anno ricorrono i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Ebbene, un documento attribuirebbe a lui un passaggio e la progettazione di un edificio a pochi passi da Luino, di fronte, a Locarno. Si tratta del Rivellino, all’interno del quale ha sede il centro culturale omonimo diretto da Arminio Sciolli. Forse è solo una suggestione la permanenza di Leonardo sul Lago Maggiore, forse “i testi” sono autentici, fatto sta che questo breve indizio ha creato un fermento incredibile che dura ormai da anni. Chiara e Sereni sarebbero forse da meno?