«Serve un patto scuola-famiglie-aziende»

La Prealpina - 09/09/2020

«Aver superato la soglia dei ventimila Neet in provincia è un dato molto preoccupante. Il primo passo che dobbiamo fare è quello dell’ascolto, per trovare poi il modo di suscitare interessi in questi ragazzi». A parlare è Giovanni Brugnoli (nella foto) , già presidente dell’Unione Industriali della provincia di Varese e oggi vicepresidente di Confindustria con delega alla formazione e università. «Serve una sorta di patto strategico tra famiglie, scuola e imprese – prosegue l’imprenditore bustocco – per capire come far uscire questi ragazzi dal mood negativo in cui sono precipitati. Io credo che il punto da cui partire potrebbe essere quello di individuare una passione, coltivarla e puntare a trasformarla in un lavoro. Certo il percorso prevede una formazione adeguata e l’avvicinamento al mondo delle imprese. In base alle proprie passioni poi si può scegliere la strada da percorrere». Una cosa è certa: in quest’ottica l’alternanza scuola lavoro diventa fondamentale. «L’alternanza è il primo tassello fondamentale per entrare nel mondo del lavoro – continua Brugnoli – Ha permesso a tanti ragazzi di capire come ci si muove in azienda e, nello stesso tempo, approfondire le proprie attitudini e iniziare a fare ipotesi serie sul proprio ruolo futuro. Sarebbe davvero grave se questo processo che è stato avviato e che iniziava a dare frutti importanti, non potesse riprendere. Anche perchè bisogna dire che oggi il pezzo di carta, che sia diploma o laurea, da solo non basta più». La nuova prospettiva, infatti, è quella di una apprendimento continuo e costante. «Bisogna mettersi nell’ottica che è necessario imparare sempre – spiega il vice presidente di Confindustria – e non bisogna fermarsi a una competenza specifica. Occorre uno sguardo trasversale. Certo, il Covid ha colpito duro, ma queste nuove prospettive ci sono dentro le aziende, che stanno intercettando nuovi modelli per riuscire a portare avanti le loro attività».