seo Baroffio, Marazzi lascia«Manca sintonia con il contesto»

La Prealpina - 08/03/2017

«Non ho lasciato il museo a cuor leggero, ma non voglio fomentare polemiche. Mi sentivo ormai dissonante rispetto al contesto. Non mi sentivo più al servizio di un ideale». Sedici anni alla guida del Museo Baroffio del Sacro Monte non sono uno scherzo. E non può quindi passare sotto silenzio la notizia delle dimissioni improvvise di Laura Marazzi, che ne è stata curatrice fin dagli esordi. Anche perchè se la rinuncia è avvenuta in silenzio, com’è nello stile sobrio della dottoressa, la notizia ha fatto lo stesso rumore. La conferma viene dalle parole di Ambrogina Zanzi, presidente dell’Associazione Amici del Sacro Monte: «Abbiamo appreso con grande rammarico che la dottoressa Marazzi, anima del museo, ha lasciato il suo incarico. Persone così competenti e preparate sono rare a trovarsi. Il Baroffio perde la sua stella polare: peccato».

Se poi aggiungiamo che il giorno dopo le sue dimissioni sono giunte anche quelle in blocco dei quindici soci del VAMI, l’associazione Volontari Associati Musei Italiani che la affiancavano al Baroffio, ce n’è abbastanza per dire che non ci troviamo di fronte ad un normale avvicendamento, magari legato agli impegni di lavoro che l’ormai ex-direttrice intrattiene con l’Accademia di Brera. La diretta interessata non vuole dar fiato alle trombe, ma è chiaro che la decisione le rode dentro: «Finchè mi è stato possibile, ho potuto esprimere valori culturali e anche spirituali, attraverso i percorsi arte-fede, che hanno lasciato il segno. Ma chi mi conosce sa che da qualche tempo lavoravo con affanno. Mi sono trovata in un clima completamente diverso rispetto a quello dei primi anni, quando a chiamarmi fu monsignor Macchi. Con lui un consiglio di persone che mi ha accompagnata insegnandomi molto, giovane donna poco esperta. Mi innamorai subito del compito che mi era stato affidato, perciò sono stati anni di crescita sia mia personale, sia del museo che ha trovato una sua identità di museo popolare, aperto a tutti». Sono stati anni di intenso lavoro fatto di studio, catalogazione, apertura del museo a target e forme diverse di fruizione, dalle conferenze alle pubblicazioni, dai percorsi a tema agli itinerari per le scuole, dalle attività per le famiglie, i disabili, gli stranieri. Poi qualcosa è cambiato. Laura Marazzi evita di fare nomi, ma basta un rapido giro di telefonate tra chi le è stata vicina in questi anni per intuire che i recenti avvicendamenti avvenuti in seno alla Fondazione Paolo VI -che gestisce il Baroffio per conto della Parrocchia- e l’affidamento del pacchetto turistico alla società Archeologistics avrebbero determinato una sorta di out out nei suoi confronti. «Sono sorti episodi di conflittualità quando si è opposta al ritocco del prezzo dei biglietti e poi le hanno affibbiato incarichi su incarichi, costringendola per esempio a rimanere al museo anche il sabato e la domenica, giorni in cui lei presta servizio a Brera, peraltro lasciando inalterato il suo stipendio e costringendola così in qualche modo a dare le dimissioni», afferma chi le è stata vicina. Altri aggiungono che la goccia capace di far traboccare il vaso è stata la decisione di creare un unico biglietto per i tre poli museali sacromontini a 36 euro per famiglia, non proprio una bazzecola, per altro abolendo alcune facilitazioni. Marazzi non entra nel dettaglio. «Non voglio dire che ciò che ho fatto era tutto bene e che adesso andrà tutto male. Semplicemente, sarà un’altra cosa. L’anno scorso abbiamo toccato il record di 6000 visitatori e 1500 sono stati i bambini nei nostri laboratori. Certo i numeri non sono tutto, tuttavia mi porterò nel cuore tanti commenti lasciati sul registro delle visite. Questi bambini hanno imparato, anche attraverso il museo, ad amare il Sacro Monte, premessa perchè da grandi abbiano la giusta sensibilità per tutelarlo. Alla fine, lascio con il conforto di tanta gente, semplice o super-titolata non importa».