Senato: dentro o fuori Doppia sfida nei collegi

Nel pasticcio dei collegi uninominali e proporzionali generati col Rosatellum troviamo la provincia di Varese divisa a metà. Un taglio netto, perlomeno per la corsa su Palazzo Madama , versante maggioritario, da Gallarate in giù. Così che Busto Arsizio, Saronno, la Valle Olona e finanche Somma Lombardo e Samarate rientrino nel collegio di Como. Un pasticcio che rischia di disorientare gli elettori, sia per le scelte territoriali (i confini dei collegi si estendono su più province) sia per la presenza di candidati che, quanto meno per il Basso Varesotto, finiscono per essere poco conosciuti, se non addirittura sconosciuti ai più. Tant’è.

L’uninominale (Camera e Senato) prevede sfide di uno contro tutti. Vince chi prende un voto in più degli altri. Per questo alcune candidature sono di bandiera o, se non sono tali o non vogliono apparire tali, si ritrovano anche in altre liste blindate. Per dirla in chiaro, liste con elezione assicurata, o quasi. Come nel proporzionale, sempre per il Senato. Esempi? Il dem Alessandro Alfieri e il pentastellato Gianluigi Paragone: compaiono nell’uninominale e come capilista nel plurinominale. Quest’ultimo ricompreso in un collegio molto vasto, che include più province. Motivo di questa doppia presenza? Semplice: perché il collegio uninominale Varesotto, secondo le previsioni, ha già un potenziale vincitore. Si tratta di Stefano Candiani, senatore uscente in quota Lega, ma espressione della coalizione di centrodestra. A meno di cataclismi alle urne, che per il momento non sono alle viste, Candiani è dato in netto vantaggio sui suoi avversari. Previsioni, dicevamo, sempre suscettibili di smentite, ma sostenute dagli esiti di tutti i sondaggi sinora realizzati. E allora, uninominale di Varese per il Senato con Alfieri per il Partito democratico e alleati, Stefano Candiani per il centrodestra, Gianluigi Paragone espresso dal Movimento Cinque Stelle; quindi, Carlo Imparato per CasaPound, Claudio Mezzanzanica per Liberi e uguali, Elisabetta Zenaldi di Grande Nord, Giuseppe Musolino della formazione di sinistra Potere al popolo, Anna Maria Zolla di Italia agli italiani/Forza Nuova e Stefano Bernasconi per Sinistra rivoluzionaria. Candiani è l’unico del gruppo che ha già occupato uno scranno a Palazzo Madama. Nella scorsa legislatura, con lui c’erano Erica D’Adda, bustocca eletta col Pd e ora non più candidata, e un’altra bustocca, Laura Bignami, grillina uscita sbattendo la porta dal movimento pentastellato.

Collegio di Busto/Como. Nove i nomi iscritti alla gara, quattro del territorio varesino. Sono Paola Macchi, gallaratese, già consigliera regionale, candidata sia nell’uninominale sia al secondo posto nel proporzionale, subito dopo Gianluigi Paragone. Quindi, Giuseppe Nigro, in quota Liberi e uguali. Nigro è stato assessore a Saronno e ha militato tra i socialisti. Da Busto Arsizio arriva Cosimo Cerardi, che corre per Potere al popolo. Cerardi non ha mai rinnegato le sue radici comuniste e, con questa candidatura, si riconferma portabandiera di una sinistra senza se e senza ma.

Infine, per Grande Nord, la compagine fondata da Marco Reguzzoni e Roberto Bernardelli, c’è Desirée Pagani, avvocato e consigliere comunale di Uboldo per un lista civica. Completano il quadro, Andrea Mazziotti Di Celso, romano, parlamentare uscente di Più Europa, Michela Salva per CasaPound, Carmen Totaro per Italia agli italiani/Forza Nuova, Maria Rosaria Serra di Sinistra rivoluzionaria e, infine, Erica Rivolta, leghista di Erba, che era già stata eletta deputata nelle consultazioni del 2008. Manco a dire che essendo lei la candidata di tutta la coalizione di centrodestra gode dei favori del pronostico. Benché un elettore di Busto o di Saronno debba comunque votare a scatola chiusa, per così dire. Discorso che, preso dal versante comasco, vale per chi, a Como e dintorni, intenda scegliere un candidato del Varesotto, a lui sconosciuto. Diciamo che, grazie al Rosatellum, si vota sulla fiducia. Condizione indotta anche da quei partiti che hanno catapultato nei collegi competitori esterni al territorio.