Sempre più imprese lavorano grazie al web

Sempre più persone comprano in internet: oltre il 50% dei varesini lo fa e solo nell’ultimo anno nel nostro paese gli acquirenti online sono saliti di oltre 1,3milioni, pari al 9,1% in più. Si compra di tutto su internet: viaggi e trasporti al primo posto, ma anche tanto abbigliamento, musica e intrattenimento e tanta tecnologia. Non è una novità: ormai sappiamo da tempo che lo shopping on-line è diventato quotidiano per moltissimi utenti. Ma le imprese, oltre a vendere, comprano anche loro sul web? Secondo i dati della Camera di Commercio di Monza e Brianza la presenza in rete è importante per le imprese lombarde: quasi 4 imprese su 5 hanno un sito o pagina internet. Ma questo non significa che tutte offrano la possibilità di vendere i loro prodotti attraverso la rete. In Lombardia il business del commercio on line coinvolge complessivamente 2.866 imprese a dicembre 2016, con una crescita del +9% tra 2016 e 2015. A Milano le imprese attive nel commercio al dettaglio di prodotti effettuato via internet sono 1.272 (+7,8% in un anno), mentre in provincia di Varese sono 217 le imprese attive nel commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, cresciute nell’ultimo anno di oltre il 10%. Ma oltre a vendere, ci sono imprese che comprano in rete, come fosse un grande mercato su scala globale: non sono solo i privati ad usare Internet per fare i propri acquisti, sul web si riforniscono ormai sempre più spesso anche le imprese, soprattutto quelle di maggiori dimensioni. E così quello che per i clienti privati è il noto e-commerce, per le imprese, gli acquisti in rete si traducono in e-Procurement. I primi comprano on line elettrodomestici, vestiti, oggetti tecnologici. Le seconde, invece, si riforniscono di utensili, materie prime, semilavorati. E proprio questo passaggio apre grandi opportunità a molte imprese: se infatti i grandi gruppi industriali, come Enel, Ferrovie dello Stato, Ansaldo, Alstom, O-I Manufacturing Italy, Stanley Black & Decker Italia (Usag) usano la rete come fosse il nuovo mercato per le loro esigenze, dall’altra parte per le piccole e medie imprese, che ambiscono a diventare o a rimanere loro fornitrici, si apre la sfida di sbarcare con un sistema commerciale sul web. «Il che – spiega Saverio Speziali, Presidente del Cda di Weblink, società di Varese che si occupa di sviluppare siti Internet, app e sistemi di commercio on line per aziende – non è proprio così semplice. Non basta aprire un sito di e-Commerce dove sperare che i propri clienti vadano a cliccare». Per le Pmi dunque l’obiettivo non può che essere quello di arrivare con i propri prodotti su quelle piattaforme che le grandi industrie usano per gestire i propri acquisti da un unico ambiente online. Da qui la necessità di gestire un sistema informatico un po’ più complesso rispetto a quello dei classici Amazon o ePrice: «Il mondo dell’e-Procurement – continua Speziali – risponde a logiche e a regole ben diverse». Il problema è quello di riuscire a parlare la stessa lingua ed essere appetibili: «Una volta i sistemi di e-Procurement venivano messi online come semplici elenchi di codici e caratteristiche tecniche». Nessun abbellimento, niente foto, poca descrizione: «Oggi le aziende questo non se lo possono più permettere. I manutentori e i tecnici che generano l’ordine sono le stesse persone che la sera, da casa, vanno su Amazon. È a questa interfaccia intuitiva che si approcciano ogni giorno». Oggi da una foto, dalla sua posizione dipende il clic che fa la differenza tra “venduto” e “rifiutato” sottolinea Speziali: «Nel creare sistemi di e-Commerce B2B o di e-Procurement pensiamo anche a questo».