Sempre più distacco tra lavoratori e rappresentanti

La Provincia Varese - 26/05/2017

In alcuni settori il sindacato è molto più presente che in altri così nelle imprese: in alcune il sindacato è molto forte in altre la presenza è minore. Chi dunque si iscrive al sindacato? Ma soprattutto, chi non si iscrive perché preferisce non farlo? Sono interessanti i risultati emersi da una ricerca promossa dalla Cisl Lombardia, presentata nei giorni scorsi in apertura del XII congresso dell’organizzazione lombarda, per arrivare a comprendere le aspettative e bisogni, oltre che le motivazioni della scelta di aderire o meno al sindacato. «Il sindacato fa politica invece di occuparsi dei problemi dei lavoratori, il sindacato è inutile perché quando ho avuto un problema sul posto di lavoro non è stato in grado di aiutarmi e il sindacato sta più dalla parte dell’azienda che dei lavoratori» sono le prime motivazioni che emergono dalla ricerca. Chi invece si iscrive lo fa una serie di motivi: emergono forti gli ideali di solidarietà e la rappresentanza dell’organizzazione sindacale, così come l’importanza del sostegno personale durante i difficili rapporti col mondo del lavoro. Al secondo posto, per i giovani e i pensionati si collocano la sanità, le pensioni e gli ammortizzatori. L’erogazione dei servizi è al terzo posto per gli under 30, al quarto per i lavoratori attivi e i pensionati. Salario, reddito, occupazione sono la priorità per tutti gli intervistati. «I risultati della ricerca ci sfidano sulla linea d’azione per il prossimo futuro – commenta Ugo Duci, segretario generale della Cisl Lombardia -. Rafforzano la nostra idea che il sindacato debba innovarsi, aprirsi con decisione ai giovani, cambiare passo e accorciare le distanze».n