«Sediamoci al tavolo salviamo il commercio»

Basta polemiche, basta divisioni: «Lavoriamo insieme per difendere il commercio e i nostri centri storici facendo davvero gli interessi dei piccoli».

È l’appello di Alessio Sperati, delegato territoriale di Confesercenti e presidente Fismo (Federazione italiana settore moda). Lo sfogo, con un po’ di pepe rivolto ai colleghi, arriva all’indomani dell’allarme lanciato dall’Associazione commercianti sulle difficoltà dei negozi di vicinato contro i giganti dello shopping. Giganti che stanno facendo terra bruciata svuotando le strutture minori, aveva tuonato Marco Parravicini, fiduciario di Ascom Varese. Una posizione indigesta per l’altra associazione che tutela le vetrine, che taccia i “cugini” di scarsa coerenza. Alla base, il sostegno dell’Associazione commercianti al cosiddetto “Black friday”, la vendita promozionale della tradizione Usa nel giorno successivo alla festa del Ringraziamento, che cade il quarto giovedì di novembre. Novità che sarà ammessa formalmente anche in Lombardia grazie a una legge apposita approvata dalla Regione. Ma per Sperati queste iniziative rischiano solo di danneggiare la categoria: «Cara Ascom, non posso dimenticare il vostro appoggio a iniziative di promozione, i vostri associati hanno esposto locandine con cadenza mensile per promuoverle – incalza il commerciante di abbigliamento sportivo -. Ogni 15 giorni svendite e promozioni.. e ora vi lamentate che il piccolo commercio muore? Noi il tacchino non lo mangiamo, non siamo l’America e che cosa dovremmo festeggiare? La chiusura delle piccole imprese… Non si devono appoggiare iniziative che portano solo a cambiare la cultura del consumatore, a fare shopping sempre in saldo. Così ci mettono sempre più in ginocchio».

Insomma, suggerisce l’imprenditore, spingere sulla linea degli sconti estremi nello stile delle catene più aggressive è come favorire ancora una volta queste ultime. Sperati, seguendo lo stesso filo rosso, non gradisce nemmeno il conseguente appello alle istituzioni fatto da Ascom per salvare i centri storici, prevedendo per esempio agevolazioni o sgravi per le strutture uniche così da dare le stesse armi dei franchising.

«Troppo comodo farlo adesso – è il succo del discorso -. In realtà il Comune sta già facendo molto con l’arredo urbano, i parcheggi e tante altre iniziative. Da tre mesi ci battiamo su questi temi e troviamo scarsa collaborazione: io dico smettiamolo di litigare, smettiamola di farci la guerra, mettiamoci tutti allo stesso tavolo per fare il bene del piccolo commercio. Lavoriamo insieme per una volta».