Sea-Sacbo, si allungano i tempi

Fusione Sea-Sacbo, arriva l’ennesimo rinvio. Lo si intuisce dalle parole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ieri ha definito difficile la possibilità di giungere all’accordo entro il 31 ottobre, giorno della scadenza del patto di esclusiva. Il primo cittadino di Milano è parso possibilista sul matrimonio tra i cieli della società di gestione di Orio al Serio, Sacbo, e il gestore aeroportuale di Malpensa e Linate, la Sea. Ma non nell’immediato. «Le due società stanno continuando a lavorare», ha spiegato il sindaco. «Se c’è un interesse strategico di entrambe, e c’è, bisogna capire bene la loro valutazione. In particolare devo vedere bene la valutazione di Sea».

Inutile sottolineare che tutta l’operazione passi da Palazzo Marino, azionista di maggioranza con il 54,81% delle azioni di Sea, che a sua volta possiede la maggioranza relativa di Sacbo con il 30,98%. Le ultime dichiarazioni ufficiali del presidente di Sea, Pietro Modiano, risalgono a metà settembre. «Siamo nella fase di messa a punto delle strategie e confido che per il 31 ottobre l’itinerario sarà ampiamente chiarito», disse allora. Probabilmente ci vorrà ancora un po’ più di tempo, ma la strada sembra tracciata. Sala infatti in campagna elettorale si espresse favorevolmente: «La fusione la devono fare domani mattina, non fra due anni. Sono in un polo aeroportuale e distano nemmeno 40 chilometri l’uno dall’altro. Questi campanili non possiamo più gestirli e sopportarli, devono fare qualcosa». La unione tra Sea e Sacbo porterebbe alla creazione di un unico sistema aeroportuale regionale (eccezion fatta per Brescia Montichiari) capace di riunire sotto un’unica direzione il secondo, il terzo e il quarto aeroporto d’Italia, ovvero Malpensa (19 milioni), Linate (9 milioni) e Orio al Serio (10 milioni).