Sea, il Natale mette le ali Malpensa vicina all’obiettivo dei 18,8 milioni di passeggeri

La Prealpina - 20/12/2022

n Natale in viaggio tra i cieli: è quello che permetterà a Malpensa di avvicinarsi ai numeri che il traffico aereo faceva prima della crisi causata dalla pandemia.

Il crollo dei passeggeri avuto durante il 2020, annus horribilis che ha visto partire e atterrare solo 7.241.766 persone a fronte dei quasi 29 milioni del 2019, ha impattato molto sull’economia dell’aeroporto intercontinentale.

Anche la guerra in Ucraina e le ripercussioni dell’aumento dei costi energetici, spesa che secondo le previsioni di Assoaeroporti è cresciuta rispetto al 2021 del 400% per l’energia elettrica e del 250% per il gas, destano preoccupazioni.

Armando Brunini, amministratore delegato di Sea, la società che gestisce gli scali di Malpensa e di Linate, aveva dichiarato su queste colonne che «dopo due anni di pandemia che ci ha svuotato i conti, ora i volumi sono in crescita, ma il costo energetico per noi è quasi quadruplicato. E questo ci assorbe una buona parte dei recuperi ottenuti in questi mesi, a discapito degli investimenti. Per infrastrutture come le nostre è una vera emergenza. Anche perché noi abbiamo un sistema rigido per cui non abbiamo possibilità di scaricare in qualche modo questi incrementi».

La ripresa del traffico aereo della scorsa estate ha fatto però tirare un sospiro di sollievo a Malpensa: ad agosto i passeggeri sono aumentati del 63,3% rispetto allo stesso mese del 2021

Anche se questo flusso agostano non ha superato quello che caratterizzava lo scalo prima della pandemia, il trend è in crescita.

L’obiettivo che si è posto Sea per il 2022 è di raggiungere i 18,8 milioni di passeggeri e stando ai dati per ora disponibili forniti da Assoaeroporti non si è lontani dal traguardo. Infatti, da gennaio a ottobre le persone che hanno scelto di volare da e per Malpensa sono state 18.095.042. Mancano ancora i dati degli ultimi due mesi dell’anno ma grazie al decadere di tante misure restrittive nel mondo, soprattutto nei paesi asiatici, molti sono tornati a viaggiare sia per piacere sia per lavoro e il numero di passeggeri di ottobre (quasi due milioni e 100mila) lascia bene sperare.

Inoltre, le nuove tratte inaugurate nell’ultimo periodo sono una prova di come Malpensa stia recuperando traffico.

Sono diverse infatti le compagnie aeree che hanno investito sullo scalo nella brughiera.

Dalla Cathay Pacific che ha ripreso i voli per e da Hong Kong alla Wizz Air che ha aperto una nuova tratta su Amman, capitale della Giordania, dalla Neos che parte per le isole Mauritius a easyJet che ha iniziato a volare da Malpensa a Funchal, capitale della regione autonoma di Madeira. Insomma, l’offerta è tanta per i passeggeri.

E se proprio loro faranno la differenza, soprattutto in questo periodo di festività, per risollevare Malpensa, il traffico delle merci ha già dato i suoi frutti. Il trasporto cargo, infatti, non ha subito crisi, mettendo l’aeroporto intercontinentale in provincia di Varese al primo posto in Italia come scalo merci.

Voli, dialogo e governo Tre indizi fanno il sereno

Per una volta il cielo sopra Malpensa, a dispetto della bruma tipica della brughiera da tardissimo autunno, appare terso e soleggiato in modo costante: si può decollare verso un orizzonte che promette il sospirato – e troppe volte bloccato – sviluppo. Gli elementi per guardare al futuro con ottimismo ci sono. Tre in particolare rendono le grandi partenze natalizie, da sempre e in particolare oggi periodo felice per i bilanci, motivo di entusiasmo sia nelle attività dirette sia nell’indotto. Perché se gira bene con passeggeri e merci, gira altrettanto bene per bonifici e conti correnti di un vastissimo territorio.

L’elemento numero uno è ormai consolidato. Dopo il primo lockdown segnato da emergenza sanitaria, lutti familiari e crolli finanziari, l’ipotesi più coraggiosa è che ci sarebbe voluto almeno un lustro prima di riportare Malpensa al legittimo livello di competenza. Del resto, crollati da 29 milioni di viaggiatori (tetto massimo toccato nel 2019 dopo la risalita cominciata dal dehubing del 2008) alla manciata di milioni messi assieme fino al fatidico 5 marzo 2020, alla ripresa dei voli il 15 giugno di due anni fa era oggettivamente difficile pensare a un riassetto veloce. Già la riapertura del Terminal 1 in luglio era bastata per far festa. Invece, confermando la sua natura di infrastruttura essenziale ed efficace nel Nord Italia, i 18 milioni aggiornati allo scorso ottobre ci dicono che la strada della ripresa non è così lunga. Certo, bisogna lavorare sodo. Ma, considerati l’altro pesante lockdown e i blocchi alle rotte internazionali, la base rimane solida.

L’elemento numero due è recente. Risale a giovedì scorso il timbro sulla svolta nei rapporti tra la società di gestione Sea e la cintura dei Comuni intorno a Malpensa, quelli riuniti nel Cuv, con positive conseguenze nel resto del territorio. Con l’approvazione della Valutazione di impatto ambientale relativa al Masterplan 2035 da parte della giunta regionale non soltanto si spiana la strada al definitivo nullaosta atteso dal ministero dell’Ambiente e quindi all’avvio dello sviluppo, ma si crea anche una condivisione tra enti che finalmente rende T1, T2 e Cargo City realtà sulle quali ragionare insieme e non sulle quali scontrarsi senza risultati per nessuno.

L’elemento numero tre sono gli enti superiori. L’uscita di debutto sulle infrastrutture del ministro Matteo Salvini, che inserisce tra le priorità la Vigevano-Malpensa, e l’inaugurazione del cantiere del ferrovia tra Terminal 2 e linea del Sempione indicano che qualcosa si muove. In tal senso, il Governo gioca un ruolo essenziale nella riduzione dei tempi per avere le opere mancanti. Comprese quelle destinate al territorio quali compensazioni.

Insomma, il Natale può portare in dono un 2023 decisivo. Soprattutto per Malpensa.

E anche l’Armenia ora è più vicina

L’Armenia sarà sempre più accessibile grazie alla nuova tratta aerea inaugurata lo scorso giovedì 15 dicembre e che collegherà l’aeroporto intercontinentale di Malpensa con la capitale armena, Yerevan. La prima compagnia nazionale low cost del Paese asiatico incastonato nella catena montuosa del Caucaso, la Flyone Armenia, ha infatti iniziato a operare la nuova rotta con due voli diretti settimanali, il giovedì e la domenica.
Il vettore, che in Italia atterra già a Parma e a Verona, ha aggiunto Milano Malpensa alle sue quindici destinazioni. «Questo volo è un altro ponte simbolico che favorirà ulteriormente i legami di amicizia tra i nostri popoli», ha affermato Aram Ananyan, presidente del consiglio di amministrazione della compagnia aerea armena, durante la cerimonia che ha celebrato il decollo del primo volo per Yerevan. «Siamo convinti — ha spiegato — che la nuova tratta sarà molto richiesta dai nostri passeggeri. Fornire opzioni di viaggio più accessibili da e per l’Armenia era la nostra promessa». Flyone Armenia, che ha la sua base all’aeroporto internazionale Zvartnots di Yerevan, effettua già con regolarità voli verso Mosca, San Pietroburgo, Sochi, Ekaterinburg, Chisinau, Parigi, Lione, Tbilisi, Istanbul, Mineralnye Vody, Dubai e Beirut.

«Siamo lieti che il nostro aeroporto sia parte del portafoglio destinazioni di Flyone Armenia», commenta Andrea Tucci, vicepresidente del settore Aviation business development di Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate. «La decisione di questo vettore di investire nel nostro aeroporto amplia ulteriormente il network di Malpensa. La rotta diretta per Yerevan offre ai nostri passeggeri un’ulteriore opportunità di viaggio rivolta sia a chi desidera conoscere le bellezze di questo paese sia a chi fa business».
Con la fine dell’emergenza pandemica Malpensa sta aumentando le sue destinazioni e nuove compagnie aeree hanno investito sul Terminal 1. Tra gli ultime ad atterrare e a decollare in brughiera c’è il vettore taiwanese Eva Air che da ottobre collega Malpensa con la metropoli Taipei.