Sea brinda al 2018Sarà record storici

La Prealpina - 17/12/2018

Il 2018 «da incorniciare» di Malpensa. «Una crescita organica ed equilibrata, che lascia ancora margini per il futuro». Ad affermarlo è Andrea Tucci, vicepresident aviation business development di Sea, che saluta il quinto volo intercontinentale di Air Italy decollato da Malpensa ricordando che a fine anno si potrà celebrare il «record storico di traffico, probabilmente attorno ai 24 milioni e mezzo di passeggeri». In casa Sea però, non solo non ci si siede sugli allori, ma non si è nemmeno sazi, dopo un triennio di risultati sensazionali.

«Un anno da incorniciare, il 2018. Ma devo dire che è la stessa cosa che dicevamo l’anno scorso, e anche due anni fa – afferma il manager della società che gestisce gli scali di Malpensa e Linate – stiamo infilando un bel filotto, e credo che anche il prossimo anno sarà un anno di crescita, speriamo ancora a due digit». Le premesse ci sono: «L’interesse dei vettori c’è, la capacità di aeromobili è prevista, poi chiaramente è il mercato che deve rispondere perché noi dei load factor non siamo responsabili. Ma crediamo che Milano, diventando un polo di gravitazione per tutti i traffici, per il vasto portafoglio di destinazioni che ha, per la qualità del numero di servizi e frequenze che ha per servire il territorio, sicuramente aiuterà questa crescita». In questa dinamica positiva, una mano importante arriva da Air Italy, il vettore che ha scelto Malpensa come hub per sostenere un ambizioso piano di sviluppo: «Pesa attorno al 40% della nostra crescita, nell’immediato – spiega Andrea Tucci – Malpensa sta crescendo più degli altri aeroporti di pari dimensioni perché abbiamo questo elemento di novità. È anche vero che negli anni passati crescevamo comunque pur non avendo ancora questo apporto. Insomma, la crescita, come amiamo dire, è organica». Non solo, guardando all’ultimo anno record (il 2007, l’ultimo prima del dehubbing Alitalia) e analizzandone i numeri, Tucci fa notare che «rispetto ad allora, quest’anno cresciamo con il 30% di movimenti aerei in meno. Il che vuol dire che abbiamo un impatto ambientale inferiore, in termini di rumore e di inquinamento. Una crescita più equilibrata e non distruttiva, credo che è un aspetto che anche i nostri stakeholder debbano considerare».

Non solo, questo comporta anche che «l’aeroporto ha ancora capacità di crescita, e crescendo in maniera più efficiente ci sono ancora spazi per sostenere questa dinamica». Non c’è dunque la fretta di dover adeguare le infrastrutture aeroportuali: «È chiaro che le infrastrutture devono anticipare la domanda. Quando saremo pieni all’80% dovremo iniziare ad immaginare un futuro, fermo restando che il futuro va immaginato in termini di qualità dei servizi e del rapporto con il territorio». È una considerazione che vale anche per le preoccupazioni legate ai tre mesi di “trasloco” di Linate nell’estate 2019: «Se guardiamo un po’ meccanicamente i numeri, il record lo facciamo con il 30% di movimenti aerei in meno e con uno scalo che, non essendo più hub, non ha quei picchi concentravati che stressavano di più Malpensa con i famosi 7,5 milioni di transiti Alitalia. La prendiamo come un’occasione per fare investimenti necessari per quei picchi di traffico che poi ci saranno utili in futuro».