Scuole aperte: mancano docenti

La Prealpina - 12/09/2019

nche per Giuseppe Carcano suonerà questa mattina la prima campanella: quella della scuola media Pellico, che alle ore 9 lo vedrà presenziare (insieme all’assessore comunale Rossella Di Maggio) per la prima volta in qualità di dirigente l’Ufficio scolastico territoriale. Nonostante la sua disponibilità, strappargli cinque minuti di intervista è già un’impresa, compresso com’è fra riunioni di ogni genere e problemi da risolvere. Per esempio? «Rispetto alle disponibilità che abbiamo in graduatoria, al momento ci sono più cattedre che docenti: ne mancano 9 nella scuola dell’infanzia, 32 nella primaria, qualche decina nella secondaria. Non numeri da capogiro, ma insomma c’è da lavorarci sopra parecchio».

Insomma, si ripresenta la litania che – in barba a tutte le riforme – investe il sistema scolastico (non solo quello varesino, s’intende, che anzi presenta meno pecche che altrove) da almeno mezzo secolo a questa parte: iniziano le lezioni e mancano gli insegnanti. «Più di tutti, quelli di sostegno, che invece proprio per la particolarità del loro lavoro dovrebbero garantire maggiore continuità didattica a tutto favore dei loro alunni. Invece le graduatorie degli specializzati sono esaurite da tempo e ci vogliono pazienza e settimane prima di reperire docenti di altre materie rimasti senza cattedra. L’auspicio è che, col nuovo Governo, parta finalmente una stagione dedicata ai corsi e ai concorsi per la specializzazione».

Ma mancate nomine risultano esserci anche fra il personale ausiliario (ausiliari tecnico-amministrativi, cioè gli occupati nelle segreterie) con 39 posti vacanti, il personale direttivo (il concorso specifico è in atto) e persino il personale dell’Ufficio scolastico di via Copelli (dove a fine agosto sono andate in pensione 9 lavoratori, non sostituiti).

«Lavoriamo con personale ridotto e anche per questo motivo – precisa Carcano – voglio gratificare tutti coloro che, nei diversi ambiti dell’Ust, in queste ultime settimane hanno lavorato persino il sabato e la domenica, magari portandosi il lavoro a casa, per consentire il miglior avvio di nano scolastico possibile».

Tanto di cappello, ma se questa è la situazione non possiamo certo tirare un sospiro di sollievo. «In complesso, quelli citati sono casi-limite, significativi, ma che non inficiano un quadro generale meno pessimistico di quanto si creda. In particolare, il recentissimo concorso per dirigenti ha permesso di ridurre in un anno da 25 a 3 o 4 gli istituti con presidi a reggenza, vale a dire non titolari».

Attendono la nomina alcuni istituti di Induno Olona, Gazzada e Tradate, mentre per la situazione improvvisa venutasi a creare al liceo Ferraris di Varese (dove dirigente era proprio Carcano) è stato tempestivamente nominato reggente per un anno il preside dell’istituto comprensivo di Laveno, Marco Zago.

Da oggi, dunque, vacanze terminate per tutti: a lavorare nelle 392 scuole pubbliche, statali e non, della provincia sono 133mila studenti, 10.500 docenti e 13.100 lavoratori di altri settori.