Scuola-lavoro, no alla riforma

La Prealpina - 14/11/2018

«Non allontanate i giovani dalle aziende». Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese è preoccupato per i contenuti della Legge di bilancio ancora in discussione. Non si tratta di deficit o reddito di cittadinanza, ma della volontà di fare marcia indietro sull’alternanza scuola-lavoro. «L’azienda ha un valore per il mondo della scuola – sottolinea – non disperdiamolo. «Vedere rimossa la parola lavoro impensierisce così come preoccupa il drastico calo del monte ore previsto, che passerebbe da 400 a 150 per i tecnici (180 per i professionali) e da 200 a 90 per i licei. A questo si aggiunga la riduzione degli stanziamenti, assegnati nei limiti necessari allo svolgimento del numero minimo di ore».

«Una decisione incomprensibile per una provincia come la nostra che, nell’ultimo anno, ha registrato 15.027 studenti in alternanza, il 77,8% dei quali in azienda – prosegue Galli – Da anni la nostra associazione ha scelto di fare da collante tra scuola e aziende con l’intento di colmare quell’incredibile gap di conoscenza che si era aperto negli anni passati. Bloccare tutto ora significa disperdere quanto di buono è stato fatto, rinunciando alla conoscenza reciproca futura». Tenuto conto, tra l’altro, che nei prossimi cinque anni le aziende avranno bisogno di trecentomila super tecnici, ovvero contratti di assunzione pronti da firmare.

Eppure, al ministero della pubblica istruzione, sembrano convinti delle scelte in cantiere. «La filosofia rimane quella di valorizzare un’esperienza che fa conoscere il mondo del lavoro e mette il ragazzo alla prova di competenze che la scuola non può curare, – ha spiegato l’altro giorno a Milano Carmela Palumbo, Capo dipartimento per il sistema educativo di Istruzione e formazione del Miur. L’obiettivo delle modifiche, che saranno discusse con la legge di bilancio, «è quello di puntare sulla qualità, riducendo l’obbligatorietà di un monte ore molto elevato, per far si che le scuole e le aziende si possano concentrare sulla qualità dei percorsi e sul loro carattere orientativo rispetto al futuro lavorativo o di studio».

Le linee guida di questa nuova alternanza scuola – lavoro «saranno emanate in tempi molto rapidi – ha aggiunto – ma dobbiamo attendere che si completi l’iter parlamentare di discussione della manovra».

Per quanto riguarda la questione dei fondi, che potrebbero diminuire in vista della riduzione del monte ore obbligatorio, «ci sarà una rimodulazione, che cercheremo di far scattare dal prossimo anno, per rispettare la programmazione delle scuole. L’elemento importante è che l’alternanza sarà comunque obbligatori a e curricolare nelle scuole». Insomma, si cambia ma non troppo.

Ma gli imprenditori restano perplessi. «Allontanare di nuovo gli studenti dalle imprese – sottolinea Davide Galli – creerebbe l’ennesimo corto circuito sia a livello di istruzione superiore che universitaria, mettendo in difficoltà non solo le imprese, ma tutta l’economia».

Il ministro Marco Bussetti, da parte sua, ha sottolineato come quella della disoccupazione giovanile sia «una vera e propria emergenza in cui imprese e scuola devono essere alleate. Dobbiamo lavorare come istituzioni a favorire la connessione tra istruzione e mercato del lavoro – ha concluso il ministro – per creare esperienze di primo piano e di qualità». Imprenditori, ragazzi e docenti, restano in attesa.