Schiranna “villaggio”del remo

La Prealpina - 09/03/2020

– Tensostrutture, box, il palco per le cerimonie di premiazione, impianti, pavimentazioni e arredi. In attesa di una valutazione approfondita su un’eventuale richiesta di rinvio connesso all’emergenza sanitaria per l’epidemia da coronavirus, il Comitato organizzatore dei grandi eventi remieri ha assegnato l’incarico per la realizzazione del “villaggio” che, dal 27 aprile al 3 maggio, ospiterà alla Schiranna atleti, staff tecnici, operatori della comunicazione e pubblico. L’appalto, in realtà una “p r o c edura negoziata”, prevedeva la fornitura “chiavi in mano” di tutte le strutture coperte necessarie al regolare svolgimento delle gare e delle attività di supporto delle sfide per le Qualificazioni olimpiche europee e della successiva prova di Coppa del mondo, inclusa la rete di illuminazione di un’area che si estenderà su oltre 30mila metri quadrati tra la sponda del lago e il Parco Zanzi. Un intervento articolato, la cui complessità, dopo analoghe esperienze nel recente passato, ha convinto il Comitato organizzatore (Comune, Provincia, Federazione italiana di canottaggio e Canottieri Varese) ad affidarsi a un unico partner, mettendo sul piatto un investimento complessivo di 115mila euro, Iva esclusa. L’accordo è stato stretto con una società con sede a Bellinzago Novarese, la Zucchetto Noleggi srl, unica a candidarsi per trasformare gli spazi aperti della Schiranna in un “parco del remo”, dove potranno trovare posto anche stand istituzionali e le postazioni degli sponsor. L’offerta è stata comunque presentata in “busta chiusa” con un ribasso del cinque per cento rispetto alla spesa preventivata. Assemblare il villaggio, ottenere i certificati di collaudo, gestirlo nei giorni delle competizioni, smontarlo e liberare l’area costerà 106.590 euro a cui dovranno essere aggiunti poco meno di 3mila euro di “oneri per la sicurezza” del cantiere.

Comitato senza Provincia: è polemica

Confermata per oggi la riunione del Comitato organizzatore dei prossimi eventi remieri sul Lago di Varese, ma la Provincia non ci sarà. Lo ha comunicato a chiare lettere venerdì scorso il presidente di Villa Recalcati, Emanuele Antonelli, nel corso del consiglio provinciale: «Ho ricevuto la convocazione del sindaco di Varese per una riunione di trentacinque persone sugli eventi di canottaggio. Ho risposto con la stessa modalità del documento dei sindaci da lui stesso firmato: a quella riunione non andrò causa coronavirus». In quel documento, Davide Galimberti dichiarava di non voler partecipare all’assemblea dei sindaci del giorno precedente (organo consultivo che viene convocato per l’esame del bilancio della Provincia) adducendo motivi di carattere sanitario legati al coronavirus. Ma la decisione è stata letta in chiave politica, essendo i firmatari tutti esponenti del Pd, mentre la giunta di Villa Recalcati è di centrodestra. Una sorta di non collaborazione, a dirla con toni pacati. Da parte sua, il primo cittadino del capoluogo fa sapere di non volere rilasciare dichiarazioni «per non rinfocolare la polemica», ma conferma la riunione, probabilmente in videoconferenza, convocata per discutere delle importanti manifestazioni internazionali di canottaggio (in calendario tra fine aprile e inizio maggio le qualificazioni olimpiche europee e una tappa della Coppa del Mondo) alla luce delle restrizioni sanitarie in atto. Al di là dei numeri che non tornano (Antonelli parla di trentacinque persone convocate, Galimberti solo di quattro in rappresentanza di Comunedi Varese, Federazione italiana canottaggio, Canottieri Varese e, appunto, Provincia di Varese), rimane il dato oggettivo della frattura politica tra i due enti pubblici maggiormente rappresentativi del territorio