Scarichi fognari e plastiche La Goletta di Legambienteboccia il lago Maggiore

La Prealpina - 13/07/2017

econdo l’Ats Insubria, da Zenna a Lisanza di Angera la qualità delle acque antistanti le spiagge del lago Maggiore è “eccellente” praticamente ovunque. Viene bocciata soltanto la spiaggia di Germignaga e l’area attorno al Circolo Sestese di Sesto Calende. Decisamente peggiore, invece, il giudizio della Goletta dei laghi, l’iniziativa di Legambiente che ogni anno effettua un prelievo in altri punti.

Secondo i dati dei laboratori del Cigno verde, presentati ieri a Varese, soltanto due punti su sette -la spiaggia di Cerro di Laveno Mombello e la foce del torrente Monvallina, a Monvalle- sono “entro i limiti”. La foce del torrente presso l’Oasi Bruschera di Angera risulta “inquinata”, mentre “fortemente inquinati”, cioè oltre le due volte i limiti previsti dalla legge rientrano i campioni prelevati alle foci del canale, sono i tratti di lago presso il lido di Germignaga, la foce del Boesio a Laveno Mombello, del Bardello a Brebbia e dell’Acqua Negra a Ispra.

«Chiaramente -ha sottolineato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia- non vogliamo sostituirci ad Ats perché il nostro prelievo avviene una volta l’anno. Ma, ormai, il nostro storico di dieci anni segnala problemi ripetuti e completa le analisi dell’istituzione pubblica, andando a verificare la situazione laddove sboccano fiumi e torrenti, rilevando come essi trascinino a valle scarichi e reflui non depurati adeguatamente. Su un altro lago, come a Porto Ceresio dove sono stati effettuati dei lavori, i dati negativi sono stati risolti».

A peggiorare la situazione è anche il monitoraggio delle microplastiche presenti nelle acque: «Abbiamo trovato veramente di tutto -ha affermato Stefania Di Vito, responsabile delle attività scientifiche di Goletta dei laghi- dai frammenti di bottiglie ai blister dei farmaci, fino alle plastichine per la cura del corpo, come lo scrub, o i bastoncini per le orecchie, fino agli assorbenti e le salviette intime. Purtroppo su molte confezioni di questi prodotti, c’è scritto che essi sono biodegradabili. Evidentemente non è così e quindi è meglio evitare di buttarli nel water».

Insomma, si torna sempre lì: la cura dell’ambiente è questione, prima di tutto, di cultura: «Sui laghi -ha detto Alberto Minazzi, coordinatore dei circoli provinciali di Legambiente- si sono compiuti dei passi avanti, ma il problema è complesso e urge un approccio di sistema, in cui sono fondamentali le istituzioni pubbliche. Altrimenti, non raggiungendo gli obiettivi delle direttive europee, finiremo sempre in situazioni di infrazione».

Un suggerimento annotato dai tanti amministratori locali presenti come Dino De Simone, assessore all’Ambiente del Comune di Varese, Franco Martino presidente dell’associazione Comuni rivieraschi del lago di Varese e Michele Camisasca, direttore di Arpa Lombardia.