Saronno Villa Gianetti, salve le opere d’arte

La Prealpina - 21/07/2017

I pompieri l’hanno salvata proprio per un soffio: poche decine di minuti ancora e, probabilmente, per la storica Villa Gianetti non ci sarebbe stato più niente da fare, perché l’incendio che ha carbonizzato il gazebo nel cortile interno sarebbe divenuto incontrollabile anche all’interno, dove i danni non sono comunque trascurabili. Ci vorranno centomila euro o probabilmente di più per riuscire a rimettere tutto a posto. Questa la constatazione dopo l’approfondito sopralluogo dei tecnici avvenuto ieri mattina nello stabile di via Roma mentre va avanti, in realtà, la conta dei danni e a rischio ci sono pure i prossimi matrimoni civili dei saronnesi che dovrebbero essere celebrati nel sala del Camino, di fatto al momento inutilizzabile per l’intenso odore di bruciato, o nella adiacente sala del Bovindo.

L’incendio

Ma andiamo con ordine partendo dalle 19 di mercoledì, quando tantissimi saronnesi, in centro o in periferia, hanno visto l’altissima colonna di fumo nero alzarsi sulla città, e così al 112 sono arrivate decine di telefonate in pochi minuti. I vigili del fuoco del distaccamento saronnese sono arrivati nel giro di pochissimi minuti: ancora qualche momento e forse sarebbe stato troppo tardi per metterci una pezza. Perchè i pompieri non solo hanno trovato il gazebo, di plexiglass e acciaio, avvolto in fiamme alte oltre dieci metri, ma si sono trovati alle prese anche con le tapparelle di due finestre del primo piano della villa ormai in fiamme, e il fuoco aveva già iniziato ad ardere anche i pregiati cassettoni lignei interni, nel locale amministrativo dell’ex municipalizzata Saronno Servizi. Il fuoco è stato spento in fretta, davanti a tantissimi cittadini accorsi a vedere cosa stesse accadendo a uno dei “tesori” della città.

Opere d’arte salve

Villa Gianetti, costruita fra il 1919 e il 1920 da un facoltoso imprenditore come dimora privata e presto entrata a fare parte del patrimonio comunale, era stata restaurata dalla giunta dell’allora sindaco Pierluigi Gilli e inaugurata il 2 giugno 2003; da allora è sede di rappresentanza del Comune. Dentro, al pianterreno, c’è anche l’esposizione permanente dedicata ai pittori della corrente del Chiarismo e ci sono otto dipinti di grande valore, che si sono salvati. Il fuoco è stato dunque fermato alle finestre e agli infissi del primo piano; sotto la bella porta di legno ha tenuto, anche se in parte è carbonizzata, mentre le tapparelle di legno che erano abbassate sono state letteralmente cotte dal calore e i vetri sono scoppiati. I pompieri hanno completato il loro intervento nel giro di un’ora.

I danni

Ieri è stato il momento di tracciare un bilancio dell’accaduto anche da parte dei carabinieri, subito accorsi: contrariamente a quanto poteva sembrare in un primo momento, a quanto pare le cause sarebbero accidentali e da ascrivere a un corto circuito: ci sono dei cavi che passano a margine del gazebo andato distrutto e che un tempo era in uso al bar della villa, da tempo chiuso. Attorno alle 11 i tecnici comunali sono riusciti a ripristinare almeno in parte la distribuzione della corrente elettrica nello stabile e già da stamane dovrebbero dare il via alle opere di rimozione dei detriti. Al primo piano, dove ha sede l’ex municipalizzata Saronno Servizi, ci si è trovati con tutti i carteggi “affumicati” ed in parte bagnati dall’acqua usata dai pompieri per spegnare le fiamme, e un’aria irrespirabile. Quasi tutti i vetri e gli infissi sul retro vanno sostituiti, si cercherà di restaurare cassettoni e porta bruciati e dovrà essere ripulita la faccia sul retro, dove ci sono preziose decorazioni. Il tutto creando un filo diretto con la Sovrintendenza ai beni architettonici.