Saronno – Villa Gianetti pronta a diventare museo

La Prealpina - 19/03/2020

Prima gli operai e gli idraulici, poi gli imbianchini ed anche il varo del progetto per fare diventare una parte dello stabile un museo unico nel suo genere, in memoria di Giuditta Pasta: nei giorni scorsi è stato possibile completare le opere più urgenti. Il riferimento va a Villa Gianetti, sede comunale di rappresentanza in via Roma. Durante l’inverno era emerso il problema delle infiltrazioni d’acqua piovana. In particolare nella sala del Bovindo, utilizzata per mostre temporanee, incontri e convegni, erano comparsi evidenti segni di umidità. Le “falle” sono state dunque chiuse e poi è stato passato il testimone alla squadra degli imbianchini che hanno dato una “rinfrescata” al locale e hanno anche riverniciato le pareti della “Sala degli atti” dove talvolta si tengono i matrimoni e che soprattutto l’allora sindaco Pierluigi Gilli utilizzava come luogo di incontro per ospiti importanti o eventi istituzionali. Imbianchini al lavoro anche nell’ufficio del sindaco all’interno della villa e nella sala del Camino, quella del pian terreno che è forse anche la più bella dell’intero stabile, ed anche la più conosciuta dai cittadini visto che vi si svolgono spesso appuntamenti pubblici. La prospettiva, come detto, è adesso di destinare una parte dell’edificio a un nuovo museo, dedicato alla cantante lirica Giuditta Pasta, vera star saronnese dell’Ottocento. Intanto è nato un team di esperti ed artisti che si occuperà di allestire l’esposizione permanente: ne fanno parte tra gli altri designer e videomaker, un illustratore e art-director, musicisti e archivisti, e un musicologo e critico musicale; a coordinare il progetto è l’assessore comunale alla Cultura, Maria Assunta Miglino. Il materiale c’è già, è quello della collezione Giorgio Cavallari, recentemente donata al Comune. Il museo sarà una tappa imperdibile per tutti gli amanti della musica, l’unico al mondo dedicato alla cantante, che nel diciannovesimo secolo godeva di notorietà planetaria. La donazione del materiale su Giuditta Pasta (valore stimato 250mila euro) è formalmente avvenuta nel dicembre scorso. Si tratta di 667 pezzi a lei appartenuti e collezionati in più di 50 anni da Cavallari. Ci sono documenti e materiale cartaceo, ma anche litografie, quadri, partiture, molte lettere, pure oggetti di scena e arredi. Comune denominatore, quello di essere appartenuti alla cantante o avere con lei un diretto riferimento. Già eseguito un accurato inventario di quel che c’è, anche con i responsabili della Soprintendenza ai beni culturali. Ora si spenderanno 17mila euro per giungere a un progetto ben preciso, per quanto concerne la realizzazione del futuro percorso museale, che valorizzi tutti questi oggetti raccontando la storia della cantante lirica. Nata a Saronno nel 1797, mezzosoprano e soprano, è stata assieme a Maria Malibran la più celebre cantante lirica dei suoi tempi. Cresciuta a Saronno ha poi vissuto a Blevio, in una villa divenuta da qualche tempo un hotel a cinque stelle, e la cappella che ne custodice le spoglie si trova proprio nella cittadina sul lago di Como