Saronno Università, l’addio è ufficiale

La Prealpina - 14/06/2016

Adesso è ufficiale: Saronno dice addio alla sua università. Il sindaco Alessandro Fagioli e l’assessore comunale alla Cultura Lucia Castelli hanno infatti incontrato il magnifico rettore dell’Università dell’Insubria, Alberto Coen Porisini (nella foto), il quale ha comunicato loro ufficialmente che tutte le attività del corso di laurea triennale in Scienze Motorie a ottobre saranno trasferite dal palazzo dell’ex seminario a Varese. Finisce così un’esperienza iniziata il 20 ottobre 2003, quando 90 studenti si presentarono al via dell’anno accademico numero uno della storia saronnese. Quasi 13 anni dopo, è stata scritta la parola fine, anche se l’ultimo respiro sarà esalato alla fine dell’estate.

«Si tratta del completamento di un percorso avviato da tempo – ha spiegato il rettore – e legato allo sviluppo dell’Università degli studi dell’Insubria nella sede del campus di Bizzozero a Varese. Con l’apertura del palazzetto dello sport e degli impianti sportivi all’aperto, avvenuta nel settembre 2015, le matricole del corso di laurea in Scienze Motorie hanno cominciato le loro attività didattiche a Varese, nel campus. Da ottobre 2016 anche gli iscritti agli anni successivi al primo si sposteranno dalla sede di piazza Santuario a Saronno al campus a Varese. Si tratta di una decisione presa da tempo e adesso giunta alla fase di attuazione conclusiva: il campus è di importanza strategica per lo sviluppo dell’ateneo, è lì che si trasferiranno tutte le funzioni attualmente distribuite altrove, come ad esempio il rettorato, adesso ubicato in via Ravasi. Ringraziamo Saronno per l’ospitalità che ci ha offerto in questi anni, e senz’altro non mancheranno occasioni future per collaborare su progetti comuni».

Una caramellina, quest’ultima, che certo non può addolcire una pillola amara, tanto che le parole del sindaco Fagioli, fatta l’indispensabile premessa, sono piene di rammarico: «Ho incontrato il rettore – ha detto – per discutere dell’intenzione dell’ateneo di abbandonare la sede di Saronno. Durante l’incontro il rettore ha evidenziato che non si tratta di una decisione assunta nei giorni scorsi, ma dell’attuazione di un programma maturato nel tempo da quando, diversi anni fa, l’università ha avviato il percorso di costituire a Varese, a Bizzozero, il campus universitario. In questi anni l’ateneo ha realizzato importanti investimenti comprendenti strutture per la didattica, per l’accoglienza degli studenti e la pratica delle attività sportive; di conseguenza ha ora ritenuto necessario avviare il percorso di fare convergere all’interno del campus le attività didattiche inizialmente distribuite sul territorio con il duplice scopo di utilizzare le nuove strutture realizzate e di efficientare le attività dell’ateneo».

Ed ecco il commento, davvero amaro: «Si tratta di una scelta che il comune di Saronno deve suo malgrado accettare, non potendo in alcun modo intervenire all’interno delle decisioni a suo tempo assunte dall’ Università dell’Insubria. È un dispiacere assistere a questo percorso in quanto avere una sede universitaria di tale prestigio a Saronno è un valore aggiunto, ma bisogna comprendere le esigenze organizzative e gestionali dell’ateneo».

Si tinge di grigio anche il futuro dell’ex seminario, che attualmente ospita – a pagamento – anche la sede saronnese dell’Aimo, l’accademia italiana di medicina osteopatica. A cosa sarà destinata la metà del palazzo che ospita l’Insubria? «L’amministrazione comunale – è la stringata comunicazione di Fagioli in proposito – è già all’opera per identificare idonee soluzioni atte a rioccupare gli spazi». Insomma, per ora di concreto non c’è assolutamente nulla.