Saronno Arriva il grattacielo

Pronto il progetto per l’ex Si: sta per nascere il primo grattacielo di Saronno, che nelle intenzioni dell’amministrazione sarà un “landmark”, cioè un simbolo della città. La storia Il tutto nel contesto di un intervento del quale si parla da quasi trent’anni: il recupero di questa parte del territorio comunale dove una volta venivano costruiti auto e aerei, ma che da tantissimi anni è abbandonata. Chi passa oggi vede al di là della recizione i resti di ciò che avrebbe dovuto essere l’ex Cemsa, un paio di torri sopra a un corpo di cemento armato dove si stava approntando un grande autosilo. Poi nel 2009 tutto si fermò per il fallimento dell’i m m o b iliare che doveva realizzare l’intervento. Adesso all’opera ci sono le ruspe dei nuovi proprietari: le “pulizie” dei resti del vecchio cantiere sono in corso e ben visibili soprattutto per chi transita sul lato di via Varese, mentre su via Balaguer la recinzione è più recente e impenetrabile. L’intervento Ma come si trasformerà quest’angolo di Saronno, giusto alle spalle della stazione ferroviaria centrale? È stato svelato ieri dalla Lega, partito cittadino di maggioranza relativa, che è entrato nel merito della questione proprio alla vigilia del consiglio comunale odierno, quando si discuterà anche di ex Cemsa. Il nuovo proprietario del grande appezzamento è un’immobiliare che intende concretizzare un progetto del quale si parla da tempo (ma rivisto e attualizzato) e che andrebbe ad armonizzare l’area dismessa con il quartiere attorno, dove ci sono uffici, abitazioni e un hotel. Rispetto a quanto “pensato” anni fa il piano di intervento è stato rivisto: non più sette palazzine ma tre palazzi e un grattacielo pensato anche per il terziario avanzato. “Spostare” le volumetrie presenti nel grattacielo – affusolato e dalla forma futuristica – consentirà di consumare meno territorio, e liberare spazio per il nascente nuovo parco comunale, che si vorrebbe il più ampio possibile. Indicativamente, occuperà circa la metà dello spazio disponibile. Dalla carta al cantiere Si tratta adesso di avviare un percorso che richiederà del tempo per un intervento urbanistico sarà fra i più importanti mai visti a Saronno: il primo passaggio è quello in corso, di pulizia e di bonifica; a seguire dovranno essere demoliti i resti del vecchio cantiere, dove già era stata costruita la parte interrata che d’altra parte non sembra recuperabile. Poi potranno iniziare le opere per le tre palazzine ora previste e per il grattacielo. La viabilità Il progetto implica anche future novità viabilistiche. Nascerà una rotonda, sarà ampliata via Balaguer, sarà allargato il parcheggio sull’area pubblica adiacente creando 300 nuovi posti auto pensati soprattutto per i pendolari. E la stazione dei bus extraurbani verrà fatta traslocare dietro alla stazione per ridurre il traffico di attraversamento in centro. In base al progetto originario, denominato “I 7 giardini di Saronno” che era stato firmato dal celebre architetto Mario Botta, nell’ex Cemsa avrebbero dovuto trovare posto circa 200 nuovi appartamenti in sette palazzine e due torri direzionali; erano partite le opere, ma poi l’intervento era definitivamente tramontato quando dieci anni fa la società costruttrice era stata dichiarata fallita.