«Saranno le Regioni a salvare l’Europa»Primo passo a Varese

La Prealpina - 23/11/2016

Ci mette un po’ di enfasi, Raffaele Cattaneo, presidente dell’assemblea del Pirellone, quando in conferenza stampa a Milano afferma che le Regioni salveranno l’Europa. Concetto che gli deriva da una serie di valutazioni, a cominciare dal fallimento, più o meno riconosciuto, dell’Europa degli Stati. Per arrivare all’appuntamento di domani e venerdì a Varese: a Ville Ponti si riunirà l’assemblea plenaria della Calre, cioè la conferenza dei presidenti e delle assemblee legislative regionali europee.

In tutto 74 Regioni di 8 nazioni, che dispongono del potere di promulgare leggi, per un totale di circa 200milioni di persone rappresentate. Una due giorni di lavori intensi, distribuiti su diversi momenti, con riunioni generali e tavoli tematici per affrontare questioni decisive per il futuro dell’Unione europea. Problemi di ordine politico, come il ruolo delle stesse Regioni all’interno di un’Unione che fatica a autoriformarsi, anzi, sembra fare di tutto per vanificare i valori fondanti; questioni come il federalismo finanziario o le crisi migratorie, analizzate in una doppia visione, globale e territoriale.

In agenda, dibattiti e confronti anche sulla sussidiarietà, la coesione politica, le pari opportunità. L’obiettivo è ambizioso: riconquistare voce e autorevolezza ai territori, gli unici che secondo Cattaneo (con lui ieri a Milano c’erano i vice presidenti del consiglio regionale Sara Valmaggi e Fabrizio Cecchetti) posseggono forza, strumenti e volontà per ridare slancio e credibilità all’Europa.

«Ripartire dal basso, ripartire dalla gente» avvertono i promotori dell’assemblea varesina, mostrando i dati sulla diffusa sfiducia dei cittadini verso le isituzioni europee. Sfiducia che trova l’esemplificazione più concreta con la Brexit.

«Le Regioni e i territori possono contribuire a ricostruire il filo di fiducia perduto nei confronti degli apparati comunitari» sostiene Raffaele Cattaneo, che è il presidente uscente della stessa Calre.

«Se l’Europa delle burocrazie e dei vincoli è percepita come sorda e distante, i rappresentanti delle istituzioni territoriali sono fautori di un rapporto diretto con i cittadini e possono portare questo importante contributo a Bruxelles».

Semplificando, si tratta di una grande scommessa. Che la Calre gioca a tutto tondo, richiamandosi ai vecchi e mai superati concetti dell’Europa dei popoli e delle regioni, al di là degli slogan e dell’uso che se n’è spesso fatto per motivazioni politiche. Rimane da capire quali e quanti saranno i ritorni della due giorni varesina nelle sedi decisionali europee. Il pericolo, come sempre in simili occasioni, è che le determinazioni finali rimangano concetti di sostanza ma astratti, difficili da veicolare ai livelli più alti. Detto questo, il programma è fitto di impegni e di incontri.

I lavori saranno aperti domani alle 14.30 da Cattaneo, che illustrerà il bilancio e i risultati raggiunti sotto la sua presidenza. All’appuntamento varesino, che eleggerà il nuovo presidente proprio in sostituzione di Cattaneo, saranno presenti anche Markku Markkula, presidente del comitato delle regioni e Franco Iacop, a capo della conferenza italiana che raggruppa i presidenti dei consigli regionali. Venerdì pomeriggio, al termine della visita mattutina al Centro di ricerche di Ispra, è prevista la presentazione della Dichiarazione Calre 2016 e la risoluzione sulle conseguenze della Brexit.

Tra gli incontri in calendario, da segnalare quello previsto per le 17.35, sempre venerdì: in discussione gli effetti delle migrazioni. Intervengono Ajidar Fouad, vice presidente del parlamento di Bruxelles, e Guudrun Mosler-Tornstrom, presidente del congresso dei poteri locali e regionali del consiglio d’Europa. CoordinaMaurizio Lucchi, direttore della Prealpina.