Saracinesche da rialzare Il Comune offrirà incentivi

La Prealpina - 17/11/2016

Via Robbioni è l’emblema del commercio che cambia, che si dirada. Un tempo era costellata di bar, della famosa libreria Veroni, di una pizzeria rinomata. Ora, è rimasto poco o nulla. Eppure… Si trova a due passi dal centro storico, anzi è l’anello di congiunzione tra la zona del Comune (via Sacco) e l’isola pedonale. Si annuncia però una svolta, o meglio questo è l’auspicio di Palazzo Estense che è pronto ad investire sulla riqualificazione della via e sulla rinascita dei negozi.

L’occasione arriva da un bando regionale, denominato “Stop@ 2020”, al quale il Comune di Varese ha aderito con una serie di progetti (candidati al finanziamento) che hanno come filo conduttore il rilancio del commercio e soprattutto «la ricollocazione dei negozi sfitti». Il budget complessivo è da 200.000 euro, di cui 100.000 dalla Regione, 50.000 dal Comune e la restante parte a carico dei privati che beneficeranno dei contributi. L’iniziativa, in termini di presentazione delle domande e quindi accesso ai fondi, scatterà a marzo.

Per via Robbioni sono previsti «la sistemazione del tracciato stradale e l’abbattimento delle barriere architettoniche», questo nell’ottica di «consentire la ripresa di una zona oggi altamente penalizzata dalla sua inaccessibilità». Ma c’è di più: verranno anche sostituiti gli impianti di illuminazione pubblica, convertendo i lampioni a Led. Più luce, maggiore sicurezza.

Oltre a via Robbioni, il piano contempla piazza Repubblica dove verranno collocate strutture per bambini (giochi) e anziani (panchine?) al fine di restituire questo segmento della città alla popolazione meno turbolenta. Il progetto è stato approvato dalla giunta comunale, guidata dal sindaco Davide Galimberti, su proposta dell’assessore Ivana Perusin, e supportato dal Distretto urbano del commercio (Duc). Due terzi o poco meno del totale verranno destinati alla ristrutturazione dei negozi vuoti, inutilizzati. Chi li sistemerà, inserendo un’attività commerciale o artigianale, avrà un contributo variabile dal 65 all’80% sulle spese sostenute. Un incentivo insomma allettante.

Nel progetto che verrà attuato in primavera, in quattro fasi, è previsto anche «l’abbattimento dell’impatto visivo negativo delle aree sfitte con copertura a pellicola delle vetrine con soggetti tematizzati».

Il principio è che l’immagine “nuda e cruda” del negozio chiuso, influisce sulla percezione che i passanti e gli stessi potenziali esercenti hanno dell’immobile e della zona. Il rivestimento delle vetrine, con pellicola removibile, serve insomma ad offrire un look meno triste. E ancora: il Distretto urbano del commercio si occuperà di creare un’area, all’interno del portale web dell’associazione InVarese, che metterà in contatto domanda e offerta di spazi per aprire nuovi negozi e attività.

Le iniziative contenute in questo piano verranno inoltre pubblicizzate in occasione degli eventi a maggior affluenza in città. Si tratta dunque di un progetto articolato in più azioni. Ecco nel dettaglio come potrebbe essere suddiviso il budget: 20.000 euro per la pavimentazione e l’illuminazione di via Robbioni; 2.000 euro per l’area sul portale web dove s’incontreranno domande e offerte di negozi; 5.000 euro per l’abbellimento, con pellicola decorativa, delle vetrine delle attività sfitte; 95.000 euro (del fondo di 100.000 della Regione) per le ristrutturazioni di negozi e sviluppo di connettività Internet. Varese si sta muovendo per dare rinnovato impulso al commercio in declino.