Saracinesche abbassate Hanno chiuso 106 negozi

Negozi chiusi e poche riaperture. «La desertificazione delle attività commerciali si comincia a percepire in modo netto nei centri città della nostra provincia, dove le imprese registrate diminuiscono però più velocemente che nel capoluogo». A lanciare l’allarme è Confesercenti Regionale Lombardia, per voce del direttore territoriale, Rosita De Fino. I dati del primo bimestre del 2016 sono allarmanti. Hanno abbassato la serranda, nel Varesotto, 106 negozi di cui 19 alimentari. Quasi tutti i comparti mostrano difficoltà, al punto che è sofferente anche il settore degli ambulanti che per la prima volta registra un saldo negativo pari a meno undici banconi. «Il commercio ambulante è una sorpresa – dice De Fino – poiché lo scorso anno il trend era completamente diverso, le aperture sono decollate nel 2015 mentre nel primo bimestre del 2016 si registrano 26 cancellazioni con un dato di meno 11 imprese in provincia». La situazione è decisamente più positiva nel capoluogo: tre nuove aperture, con un dato stabile. E stabile è anche il numero di attività, a Varese, sulle imprese che operano il sevizio bar. Lo stesso non si può dire, sempre sul fronte ristorazione, per il resto del territorio. In due mesi hanno chiuso 37 locali. Nel capoluogo, si registrano due dati negativi, uno nel settore dell’abbigliamento (con un meno 1,5 per cento) e uno nell’ortofrutta (meno 6,7 per cento). Dunque in due mesi, tra i negozi della provincia vi sono state soltanto 29 aperture, «dato sconfortante anche se migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – continua il direttore territoriale di Cenfesercenti lombarda – ma con un saldo negativo di 77 aziende nel settore del commercio al dettaglio». Il negozio di quartiere quello storico del centro, è dunque sempre più minato dalla concorrenza dei centri commerciali e dal cambio delle abitudini negli acquisti da parte dei cittadini. . Tra i dati preoccupanti, un meno 3,2 per cento sul commercio di giornali, riviste e periodici. La nuova riforma dei carburanti ha inoltre inciso sulla chiusura di altri quattro impianti in provincia.

Quello di Rosita De Fino è comunque uno sguardo al futuro positivo, sopratutto rispetto all’emergenza che emerge dai dati nazionali. «Il periodo di grande crisi, almeno nel Varesotto, sembra passato rispetto ad altre province, nonostante la chiusura di molte attività».

Tra i fattori che più incidono su una crescita al ralenti del settore commercio, «il fisco, che è il principale concorrente di negozi, bar e ristoranti e che colpisce in primis i centri storici». Inoltre, l’incremento continuo delle imposte «è uno dei problemi principali per gli imprenditori della provincia».