Sarà una Varese aperta al mondo

- 11/07/2016

«Le due ricchezze principali, sulle quali investire, sono il Sacro Monte e l’Isolino Virginia. Ma il futuro di Varese passa anche da dall’ex Caserma Garibaldi». Roberto Cecchi, architetto di fama internazionale, è la figura di spicco della nuova giunta di Davide Galimberti. Chiamato come tecnico esterno all’assessorato a Cultura e Turismo, il suo sarà un ruolo chiave per il rilancio di Varese e il progetto di farla entrare finalmente nel circuito turistico nazionale ed internazionale. Insomma, avrà il ruolo di aprirla al mondo. Dopo aver lavorato a lungo nelle Soprintendenze (dal 1980 al 1994 ha seguito anche il territorio di Varese), culminando la sua carriera nel settore come Soprintendente per i Beni Ambientali e Architettonici di Venezia, nel 2001 diventa Direttore Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici. Terrà la carica fino al 2007. Dal 2008 al 2010 diventa Direttore generale per i Beni Architettonici, Storico Artistici ed Etnoantropologici. Dal 2010 a fine 2011, segretario generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Quindi, con il governo Monti, diventa sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il suo impegno lo ha portato anche fuori dai confini dell’Italia: è componente del gruppo di lavoro sino-italiano per il progetto di cooperazione culturale per la conservazione del Padiglione Tahie nella Città Proibita di Pechino. È coordinatore del progetto per l’ampliamento degli Uffizi di Firenze, città dove è nato, e del gruppo di lavoro per la stesura delle Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale. Collabora al progetto di restauro della città di Bam (Iran), distrutta dal sisma del 26 dicembre 2003. Architetto Cecchi, come si aspetta la sfida di Varese? Sono molto interessato e determinato nel dare una mano, come il sindaco mi ha chiesto, in maniera professionale. Come valorizzare Varese, capoluogo di provincia ma città di dimensioni non grandissime? La cosa più importante è far conoscere il patrimonio, perché, come leggo, gran parte è sconosciuto anche a chi abita a Varese. Valorizzare significa rendere disponibile la conoscenza. Si parla soprattutto di Sacro Monte. Galimberti ha inviato una richiesta al Cipe, per ottenere un grosso finanziamento, per una serie di interventi che riguardano il luogo. Come vi muoverete? Garantiremo quell’aura che il Sacro Monte ha, il senso di valore culturale e mistico che c’è in quel luogo. Quindi migliorare il servizio, anche in modo significativo, senza mettere in discussione la qualità e lo straordinario fascino del Sacro Monte. Quali sono gli altri ambiti di intervento cui sta pensando? La discussione sulla Caserma, il Castello di Masnago, ma la cosa più importante credo sia l’Isolino Virginia. Su ciò dobbiamo incentrare l’inizio dell’attività. Ha citato l’ex Caserma, una delle questioni più importanti. La riqualificazione offrirà una nuova partenza, ma per il momento si tratta di una “ferita” aperta nel cuore di Varese. Quali intenzioni ci sono? Bisogna vedere il dispositivo di tutela che opera su quell’area. Il vincolo ha delle specificità tecniche da rispettare. Sulla base di quelle specificità tecniche si potrà progettare l’intervento. L’obiettivo dell’amministrazione Galimberti dovrebbe essere quello di fare una sede culturale. Presumibilmente sì. La prima cosa che farà? Farò lo stato dell’arte e della situazione, vedrò quali sono i problemi ed imposterò una prospettiva per il futuro.