«Sarà un ospedale unico in Italia»

La Prealpina - 28/02/2017

Ospedale unico tra Busto Arsizio e Gallarate, un’opera attesa da anni. Adesso che è avviato l’iter per la sua realizzazione ed è stata scelta l’area di Beata Giuliana, c’è chi critica, paventando sfracelli urbanistici, sprechi pubblici e, manco a dirlo, operazioni opache attorno all’intervento. È l’Italia dei no, spesso a prescindere. Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, guida la complessa macchina amministrativa e istituzionale che sostiene il progetto, in questo momento il più qualificante per il nostro territorio. Così importante che lo stesso governatore Roberto Maroni vi investe buona parte dell’affidabilità amministrativa della sua giunta.

Assessore Gallera, come replica alle polemiche del comitato che sta raccogliendo firme contro il futuro ospedale?

«È un atteggiamento che mi stupisce. Stiamo iniziando un percorso che doterà l’area di Busto Arsizio e Gallarate del primo nosocomio di nuova generazione del Paese. Le sue caratteristiche saranno fortemente innovative, con strumentazioni tecnologicamente all’avanguardia a disposizione del territorio. In altri termini, sarà la sintesi di quanto si trova attualmente nei due ospedali che confluiranno in esso. La sua attrattività riguarderà l’area di competenza ma anche l’intera regione Lombardia».

Eppure…

«Mi lasci dire che nemmeno la Città della Salute, in fase di realizzazione a Sesto San Giovanni, che ospiterà l’Istituto dei Tumori e il Besta, è impostata in una maniera tanto innovativa. Accanto al polo ospedaliero di Busto e Gallarate ci sarà il presidio unico tra i milanesi San Paolo e San Carlo, un altro ospedale che intendiamo attrezzare secondo le più moderne concezioni sanitarie».

Quali le considerazioni che vi hanno fatto propendere per i terreni bustesi del quartiere di Beata Giuliana?

«Sono più di una. A cominciare dalla posizione baricentrica e, naturalmente, dal fatto che, essendo un’area pubblica, ci consentirà di risparmiare e accorciare i tempi burocratici. Si è trattato di una scelta effettuata in sintonia con le due amministrazioni interessate, che hanno e stanno collaborando con la Regione, al di là dei soliti campanilismi e di antistoriche rivalità».

Un segno di ritrovata maturità istituzionale, dunque?

«Diciamo che i terreni messi a disposizione da Gallarate sono contigui a quelli bustesi. Ma sono frammentati e di proprietà privata. Tra l’altro gravati da un vecchio contenzioso che complicherebbe la loro acquisizione».

Tra le critiche che vi vengono mosse c’è quella relativa alle spese che la Regione sta effettuando per riqualificare le due attuali strutture ospedaliere che fra un po’ verranno dismesse.

«Nel frattempo dobbiamo mantenere un alto livello di qualità delle prestazioni, ci mancherebbe. Stiamo investendo in maniera oculata, evitando di disperdere risorse. Del resto, il nuovo ospedale sarà pronto solo tra qualche anno, com’è facile prevedere: non possiamo permetterci disattenzioni nell’offerta curativa. Mi sarei caso mai aspettato una critica per il contrario, per un eventuale disinteresse verso i due ospedali”.

Quale sarà a lavori fatti il loro destino?

«Abbiamo in animo di mantenere lì alcuni servizi sanitari per il territorio. Dopo di che, assieme alle rispettive amministrazioni civiche, valuteremo il da farsi. Nella massima condivisione e trasparenza» che ci caratterizza».

Capitolo finanziamenti.

«Il progetto di massima della nuova struttura sarà finanziato all’interno del recente stanziamento regionale di 500 milioni per la sanità. Dopo di che ci avvarremo di un project financing, come è già accaduto per il San Gerardo di Monza, per altri interventi in Lombardia, per la stessa Città della Salute. Un sistema di finanziamento virtuoso, con il contributo dei privati, laddove il pubblico non è in grado di operare da solo».

In conclusione: avanti tutta col nuovo ospedale unico. A dispetto di chi cerca lo scontro. Assessore, è così?

«Non c’è dubbio. Sono tra l’altro convinto che la cittadinanza apprezzerà molto lo sforzo che stiamo compiendo. E che ha già compreso come certe polemiche siano strumentali, portate avanti da qualcuno a caccia soltanto di un po’ di visibilità».