Santa Caterina – Conto alla rovescia per le visite all’eremo

La Prealpina - 03/05/2021

L’eremo di Santa Caterina del Sasso riapre al pubblico dopo sei mesi, ma in ritardo di qualche giorno rispetto alle previsioni.

«Colpa delle restrizioni imposte dalla pandemia, che hanno limitato l’intervento degli operai, per cui abbiamo fissato la data, salvo ulteriori problemi, a lunedì 10 maggio», assicurano dalla Provincia, ente proprietario del monumento.

La scelta del primo giorno della settimana non è casuale. La Società Patrimoniale, cui è demandato l’aspetto strettamente gestionale dell’eremo, sta infatti terminando di organizzare gli accessi a piedi e tramite ascensore, così come stabiliscono le norme anticontagio appena varate, attraverso la posa di nuovi tornelli e un comodo sistema di prenotazioni online che eviterà le attese in coda. Per la verità, giunge alla Prealpina anche la segnalazione di nuove fioriere in rame poste – forse all’insaputa della comunità monastica locale – lungo la balaustra in pietra che caratterizza il portico d’ingresso e che, forse installate per aumentare la sicurezza dei piccoli visitatori, impedirebbero però la vista a lago. In ogni caso, ci troveremo presto di fronte a un servizio di accoglienza rinnovato, anche se per il momento limitato ai soli ingressi dalla località Quicchio , quindi tramite moto, auto e bus, e non dal lago. La Navigazione ha infatti rimandato più avanti l’attracco dei battelli al pontile dell’eremo.

C’è poi da risolvere una questione legata all’ascensore, che durante la stagione scorsa è risultata essere l’unica modalità di accesso al monumento dato che la scalinata è rimasta chiusa per ragioni di sicurezza. Per questo motivo, ora che la discesa a piedi e gratuita sta per essere riaperta, c’è da risolvere il problema se ripristinare il biglietto per l’ascensore. Per tutto questo, tornare ad accogliere i visitatori (cinquemila a pagamento nel giugno 2020, raddoppiati in agosto e scesi a quasi 2.800 in ottobre, numeri di notevole interesse viste le difficoltà del periodo e che stupirono anche la Provincia) nella giornata di lunedì, di solito poco affollata, significherà prendere confidenza “a piccole dosi” con il nuovo sistema, prima di affrontare al meglio il cuore della stagione turistica estiva. Stagione che lo scorso anno ha fruttato alle casse della Provincia circa 213mila euro (33mila in meno rispetto al 2019).