Sanità e ricerca: Varese si allea con la Cina

Un protocollo d’intesa fra Varese e la metropoli cinese di Wuxi, quasi sette milioni di abitanti. Un “gemellaggio” su più fronti: sanità, ricerca, istruzione e investimenti di natura urbanistica. «Orgoglioso delle prospettive che stiamo portando avanti» ha commentato ieri l’assessoreAndrea Civati, inviato dalla giunta comunale e quindi reduce dalla cinque giorni di visite e incontri con gli amministratori dell’undicesima città della Cina per popolazione, servizi e densità di strutture. C’erano i rappresentanti di 26 paesi. Per l’Italia è stata invitata Varese. E non a caso: «Perché realtà di medie dimensioni ma con grandi potenzialità di sviluppo legate alla sua posizione geografica e ai progetti che stiamo accompagnando, come quello del comparto stazioni» precisa Civati, che è titolare delle deleghe all’Urbanistica, al Pgt e ai Lavori pubblici. La Città Giardino è stata insomma scelta. E dal viaggio in Oriente, l’esponente della giunta Galimberti è tornato con buone novelle. La trasferta, durata appunto cinque giorni, ha visto protagonisti, oltre a Civati, il presidente del Varese calcio, Gabriele Ciavarrella, che ha curato il “gemellaggio” in chiave sportiva, dando la piena disponibilità ad accogliere atleti cinesi nella cittadella varesina del pallone, e il docente del politecnico di Milano,Franco Quilico, esperto di businness amministration (internazionale). Sono stati accolti dall’italiano Italo Porrini, originario di Brebbia, che ha fatto da intermediario. «Abbiamo visitato il più grande ospedale di Wuxi, che ha 1600 posti letto e tecnologie avanzate. Basti pensare che ogni paziente ha un codice a barre e il personale medico con un tablet vede la cartella clinica e ordina in tempo reale il cambio di terapia, l’esigenza di nuovi esami o anche una semplice modifica al menu». Tecnologi avanzata ma… «Vogliono sviluppare competenze in fatto di cura e trattamento dei pazienti, soprattutto i bambini, e per questo hanno chiesto, e lo stiamo studiando con l’azienda ospedaliera di Varese e l’Università, forme di collaborazione e di scambio di personale qualificato». Civati rivela di averne subito parlato, al rientro dalla Cina, con il direttore generale dell’ospedale, Callisto Bravi, e con il rettore Alberto Coen Porisini. «Sono d’accordo nel proseguire in questo accordo di partnership». Civati ne ha parlato, a Wuxi col sindaco Wang Quan, il segretario municipale Li Xiaomine gli assessori alla Sanità e all’Istruzione. «È stato giudicato interessante il nostro progetto di riqualificazione della zona stazioni perché permetterà migliori collegamenti anche con il polo della biotecnologia, a Milano. Loro sono molto interessati alla ricerca in questo campo e potrebbero ad esempio valutare il recupero di un’area dismessa di Varese per finanziare un progetto di ricerca con i nostri professionisti». Da questo gemellaggio potrebbero insomma aprirsi più canali di collaborazione scientifica ed economica. Il Comune ha già cominciato a studiare una possibile bozza di protocollo d’intesa. Il prossimo appuntamento, quello della probabile firma dell’intesa, sarà qui, a Varese, in primavera quando verranno gli amministratori di Wuxi insieme a imprenditori cinesi. Anche la Città Giardino, dopo il Milan, vede nei partner orientali un’occasione di sviluppo e di rilancio. «L’attenzione alla nostra città è un buon segno».