«Salviamo quei tre centri per l’impiego Sono importanti per chi è in difficoltà»

La Provincia Varese - 13/05/2016

Non chiudete i Centri per l’Impiego di Laveno Mombello, Sesto Calende e Tradate. L’appello rivolto alla Provincia di Varese è di Gianpietro Ballardin, sindaco di Brenta, allarmato per la possibilità, evocata da Villa Recalcati, di chiudere i tre Centri (su un totale di otto) funzionanti nel nostro territorio. «Ricordo che nell’anno 2007 il tasso di disoccupazione in provincia di Varese era del 2.7% e oggi questo dato è più che triplicato» afferma Ballardin, che parte dai numeri per evidenziare l’importanza di queste strutture pensate per favorire l’occupazione. La crisi economica, nonostante tanti proclama, continua ancora a mordere in provincia di Varese, piccoli Comuni compresi. Presidiare il territorio diventa quindi strategico, vista anche l’articolazione e la complessità che presenta il nostro territorio. «I Centri per l’Impiego – argomenta il sindaco – sono in questo contesto una risorsa preziosa, in particolare nel momento in cui viene aggiornata la governance territoriale dei servizi, assegnando un diverso ruolo alle Province e alla Regione, in una fase molto delicata in cui il protrarsi della crisi obbliga a una maggiore efficienza». Sempre a proposito di numeri, il primo cittadino di Brenta rileva come la percentuale di disoccupati che vivono oggi in provincia di Varese sia molto alta. Gli ultimi dati disponibili, parlano di circa 36 mila persone disoccupate, di cui 23.500 uomini e 12.500 donne. «Su questo totale, il 39.5% è composto da giovani» sottolinea il sindaco. I Centri per l’Impiego svolgono un ruolo di collegamento tra mondo del lavoro e i disoccupati, favorendo l’incontro tra domanda e offerta; chiuderne tre su otto significherebbe causare un danno sia alle imprese che ai lavoratori. I Centri fanno anche consulenza, preselezione, promozione di tirocini e si occupano della “dote unica lavoro” e di “garanzia giovani”. «Anche qui si vuole utilizzare, come nel caso di Poste Italiane, una ristrutturazione al ribasso, probabilmente nell’intento di razionalizzare i costi – dichiara Ballardin – il mio amaro commento da sindaco è che oggi tutto sembra non avere più valore nella politica, in quanto le scelte economiche portano inesorabilmente a non considerare le necessità, riducendo i servizi proprio a chi è più in difficoltà». Il sindaco si appella al presidente della Provincia Gunnar Vincenzi. «Sono preoccupato, sono a chiedere un’iniziativa comune su questi temi al presidente Vincenzi, che veda coinvolti i Comuni» conclude Ballardin.  M