Salviamo le edicole

A Varese da 48 a 15 punti vendita. Besacchi: luoghi di cultura

VARESE – La chiusura delle edicole è un processo che pare inarrestabile. In numeri: a Roma in quattro anni i giornalai sono diminuiti del 21 per cento; a Torino, del 21,6 per cento; a Milano, città dove sono rimaste mille edicole per una popolazione di 1 milione 354 mila abitanti, dell’11 per cento. A Varese, a causa dell’andamento negativo delle vendite dei giornali, negli ultimi anni si è passati da 48 a 15 edicole, cosa che ha lasciato scoperti diversi rioni della città. Colpo al cuore Tutte le volte che chiude un’edicola è un colpo al cuore: non parliamo solo di luoghi dove comprare giornali, ma anche di punti di incontro. L’edi – cola è il luogo dove si va – o meglio si andava – tutti i giorni, anche solo per fare due passi, con la sicurezza di incontrare una faccia amica e di portarsi a casa qualcosa di interessante da leggere. Adesso al posto delle edicole, che erano posizionate nei luoghi più belli della città, vediamo aprire altre tipologie di negozi. Ma più spesso dove c’era un’edicola oggi non c’è più niente, come in piazza della Motta, vicino all’ex liceo musicale. Fondo perduto «Con le edicole che chiudono si va a perdere la professionalità dell’edi – colante, che non solo vende informazione, ma anche cultura. L’edicolante è un professionista sempre propenso al dialogo su qualunque tema, che presta servizio alla città e fornisce indicazioni ai turisti – dice Antonio Besacchi, presidente provinciale dello Snag, l’as – sociazione dei giornalai aderente a Confcommercio – le scelte politiche attuate dal governo negli ultimi trent’anni, fatte pensando più ai costi di gestione e di trasporto che agli interessi dei punti vendita, hanno decretato un costante numero di chiusure. Il processo è iniziato dai piccoli centri, per poi arrivare anche alle città, come Varese. Nello stesso tempo alcune scelte, come la distribuzione di giornali gratuiti, hanno indebolito le edicole. L’avvento di internet ha dato il colpo di grazia. Chiedo ai pochi edicolanti rimasti di non perdere la speranza, perché l’aumento di vendite di libri nelle librerie fisiche (+53 per cento), unito al calo delle vendita di libri nell’online (- 41,5 per cento), è un segnale incoraggiante. Chiediamo alla filiera dell’editoria di sostenere le edicole fisiche e al presidente dello Snag nazionale Andrea Innocenti di proseguire nell’attività tesa a portare contributi, anche a fondo perso, alle edicole». Quarto potere Internet non ha l’unica responsabilità della chiusura delle edicole. Un tempo l’informazione era definita il quarto potere, mentre oggi sembra aver perso un po’ di autorevolezza. Il giornale cartaceo però rimane il mezzo dove le notizie sono più approfondite: rimane lo strumento più utile per farsi un’opinione.. Edicola mobile Segnali positivi, che ci portano a pensare che a Varese la carta abbia ancora un futuro, arrivano dall’edicola mobile – che continua ad essere in funzione e che viene considerata da molti un punto di riferimento – e dai bar che hanno scelto di ampliare il proprio servizio vendendo i giornali, come La Stalla di viale Valganna 186: «Sono tre o quattro anni che teniamo i giornali – conferma il titolare del bar, Michele Falascina –. Con questo servizio è aumentato il lavoro e abbiamo acquisito nuovi clienti fissi. Di fatto, siamo l’unico posto dove ancora si trovano i giornali in parecchi isolati, e la gente arriva».