Salvataggio di Veneto Banca Centoventi lavoratori da ricollocare

La Provincia Varese -

Con il salvataggio di Veneto Banca, prossima al fallimento nello scorso mese di giugno di quest’anno, anche sul nostro territorio si è aperta la partita per la riorganizzazione delle 14 filiali delle banche venete, fra Veneto Banca e Popolare di Vicenza, assorbite dal gruppo Intesa Sanpaolo. Sono circa 120 i lavoratori impiegati nelle filiali sparse sul territorio varesino delle ex banche venete per i quali, ha assicurato ieri Filippo Pinzone, Segretario First Cisl Organo di Coordinamento di Intesa Sanpaolo alla presentazione del progetto di riorganizzazione territoriale delle filiali ex Veneto Banca «è stato raggiunto l’obiettivo di salvaguardia dei posti di lavoro».

Tutti, «a parte coloro che hanno fatto domanda di esodo volontario, anticipando di fatto la pensione» troveranno una ricollocazione, hanno assicurato i vertici della First Cisl riuniti ieri nella sede della Cisl varesina: «Dodici delle quattordici filiali verranno incorporate direttamente in Intesa Sanpaolo, mentre due resteranno al loro posto, diventando di fatto filiali di Intesa» ha spiegato Pinzone. A restare fisicamente dove sono, cambiando ovviamente l’insegna sotto Sanpaolo, saranno quindi le filiali di Induno Olona e Arsago Seprio, mentre le altre confluiranno in altre filiali di Intesa. «Questo non significa – ha spiegato Pinzone – che verranno chiuse: ad esempio, la filiale di via Zappellini a Busto fisicamente rimane, come filiale di Intesa Sanpaolo, ma non avrà un suo direttore e dipenderà da un’altra filiale Intesa di Busto».

Lo stesso avverrà per tutte e 12 le altre filiali. Un’operazione che ha fatto sì che tutti e 120 i lavoratori dunque possano trovare una collocazione in una delle 48 filiali di Intesa Sanpaolo sparse su tutto il territorio varesino «che riusciranno così a riassorbire il personale delle ex banche venete».

Un primo obiettivo raggiunto dunque per il sindacato che esprime soddisfazione «quantomeno per la prima parte di piano di riorganizzazione – sottolinea Pinzone – adesso vedremo nel mese di dicembre la parte applicativa». Perché certamente l’operazione «un po’ di demansionamento la porterà sicuramente: i direttori delle 12 filiali che verranno incorporate in Intesa di fatto si troveranno senza compiti direttivi e dovranno fare altro».

Certamente però la situazione sul nostro territorio sarà meno grave rispetto ad altre in altre province, «come a Vicenza dove c’è sicuramente qualche problema in più da dover affrontare».