Salvare ambiente e industria

Oltre 150 specie di animali interessate, quattro anni di durata (2016-2020), un milione e trecentomila euro di finanziamenti tra Fondo Cariplo e Contratto Fiume Olona per 19 interventi ripartiti in 17 comuni delle province di Varese e Como. Sono i numeri principali di “Sistema Olona – la biodiversità che scorre”, il progetto promosso dall’Istituto Oikos presentato ieri pomeriggio nell’aula consiliare di Villa Aliverti. Obiettivo la ricucitura territoriale tra la Svizzera e la provincia di Milano attraverso il potenziamento della rete ecologica della provincia varesina lungo un asse nord-sud, dal confine elvetico a quello della provincia milanese, e lungo un asse est-ovest tra il Parco Ticino e il Parco Pineta in un tratto del bacino del fiume di 35 chilometri per un’area di 11.000 ettari, in una delle superfici più urbanizzate della territorio regionale. All’incontro hanno partecipato Cristiano Citterio (sindaco di Vedano Olona), Martina Spada (Istituto Oikos Onlus), Barbara Raimondi (Idrogea Servizi srl), Emanuele Poretti (sindaco di Castiglione Olona e rappresentante del PLIS Rile Tenore Olona), Francesco Zaffaroni (Fnm) e Marzio Marzorati (Legambiente Lombardia) oltre a Mario Clerici presidente del Parco Pineta. Diciannove come detto gli interventi che andranno da Malnate a Fagnano Olona passando Vedano, Rescaldina, Cislago, Marnate e Gerenzano solo per citarne alcuni. Al centro avranno riqualificazioni delle componenti erbacea e arborio-arbustiva dei boschi, prevenzione di incidenti con la fauna selvatica, creazione-ripristino di aree umide, realizzazione di mensole fluviali e di sottopassi per la piccola fauna attraverso le tubature o sotto le traversine ferroviarie. In particolare per Vedano l’osservato speciale sarà il torrente Quadronna con la costruzione di una mensola che dovrà servire ad arginare il corso d’acqua, mentre l’operazione forse più importante riguarda il tratto dell’Olona compreso nel Plis Parco Medio Olona dentro il territorio del Comune di Fagnano Olona. A causa dell’innalzamento della falda acquifera si è creata spontaneamente una zona umida di 12 ettari con la presenza di 9 specie di anfibi e 6 di rettili, oltre che di 221 specie vegetali e 120 specie di uccelli. Scopo dell’intervento è proteggere la biodiversità e risolvere i problemi di allagamento delle vicine attività. Una parte importante verrà svolta anche dai cittadini nell’ottica di “cambiamento ambientale partecipato e condiviso”. Così verranno organizzati corsi di formazione per tecnici e Guardie ecologiche volontarie: in più particolari “testimoni” avranno il compito di individuare progetti successivi di mantenimento alle opere di connessione realizzate, un ruolo rilevante infine lo avranno anche gli “attivisti della rete ecologica” (GeenApp) e le associazioni che già organizzano escursioni.