Salva impresa francese Il «merci» di Hollande

La Prealpina - 21/01/2017

Una storica azienda varesina che salva un’industria francese e riceve plauso e visita del presidente della Repubblica. L’altro ieri François Hollande in persona è stato l’ospite d’onore alla Sae-Smb, costola d’Oltralpe della Adr Group di Uboldo, ditta di tradizione familiare specializzata in assali, sospensioni e rimorchi per trattori.

«È stata una grande emozione per tutti noi, il presidente doveva restare 35 minuti da programma ma si è fermato per un’ora e mezza – racconta Davide Radrizzani, 40 anni, terza generazione alla guida e direttore generale proprio delle filiali francesi -. Era molto attento, interessato a conoscere i nostri progetti di rilancio per il futuro, ha fatto molte domande insistendo in particolare sulle innovazioni tecnologiche che stanno cambiando la produzione. Proprio in Francia, infatti, stiamo portando avanti un ambizioso piano per l’industria 4.0. Con la Sae-Smb ci siamo affacciati ai rimorchi per i mezzi stradali, scoprendo un nuovo mercato dopo quello dei mezzi agricoli».

Un giorno da ricordare per tutta la famiglia, coinvolta nell’azienda fondata dai nonni nel 1950 per rispondere alla domande di mezzi agricoli all’avanguardia. Una realtà nata artigianale e diventata industriale negli anni Settanta, sotto la spinta propulsiva dei figli del capostipite, per poi imboccare la strada dell’internazionalizzazione dagli anni Ottanta. Ora nel mondo ci sono ben 12 sedi, dalla Cina al Brasile, dalla Polonia alla Spagna, dagli Usa alla Francia, appunto. Nello stabilimento di Ham Les Moines, nelle Ardenne del Grand Est, giovedì scorso c’era un clima di festa e soddisfazione. Non capita tutti i giorni, del resto, di ricevere un Capo di Stato per raccontargli in diretta il lavoro quotidiano.

«Hollande è stato gentilissimo e si mostrava davvero interessato – continua l’imprenditore -. Ci ha anche dato parecchi consigli sottolineando la necessità dell’innovazione ma anche di un progetto di crescita di dimensioni europee. Ci ha detto di continuare su questa strada».

Un augurio speciale arrivato dal numero uno dell’Eliseo, che rende orgoglioso anche il territorio di provenienza: di solito si è abituati al passaggio contrario, con l’arrivo dei grandi capitali esteri anche nel nord Italia. Diverso è sapere che un’azienda del Varesotto riesce invece a farsi valere fuori dai confini nazionali. La conquista del mercato è iniziata nel 1990, con l’acquisizione della prima azienda, la Colaert Essieux, classe 1905.

«Si trattava di una realtà in forte difficoltà, con 19 dipendenti e tremila metri quadrati di capannoni, legata alle sospensioni per macchinari agricoli, in pratica tutto ciò che viene attaccato a un trattore – racconta Radrizzani -. Ora le persone impiegate sono 120 e gli spazi sono cresciuti fino a 30mila metri». Poi, nel 2013, la seconda acquisizione con la Sae-Smb nel settore stradale. «L’azienda rischiava il fallimento e i sessanta dipendenti erano a rischio: oggi sono 73, abbiamo incrementato i posti di lavoro e anche il fatturato fino a 20 milioni di euro».

Insomma, per una volta si può dire: arriva l’impresa italiana e salva quella francese, sempre all’insegna della collaborazione senza alcuna “grandeur” al contrario. «Il clima in azienda è molto positivo, c’è stato un cambio di atteggiamento radicale – dice ancora l’imprenditore di Uboldo -. Tutti insieme discutiamo sui progetti. Abbiamo scongiurato i licenziamenti e investito già 8 milioni di euro. Siamo un bel gruppo».

Dodici filiali nel mondo«Sempre con la valigia»

 

Adr Group è stato fondato nel 1950 e conta oggi 12 sedi mondiali dalla Polonia alla Cina: ogni giorno i titolari fanno la valigia e viaggiano dal Basso Varesotto verso una delle filiali. I dipendenti sono 1300 e il fatturato è arrivato a quota 200 milioni di euro. Nella sola sede di Uboldo si contano 110 addetti e qui è concentrato il cuore del settore ricerca e sviluppo per tutta l’Europa. Un centro di eccellenza dove si studiano rimorchi e assali del futuro, in origine solo per i mezzi agricoli e ora anche per quelli su strada. I due mercati si stanno sviluppando con prodotti sempre più tecnologici e con tempi certi anche grazie alla possibilità conquistata da Adr di poter dare l’omologazione con test e certificazioni interni. Una storia aziendale di successo si è incontrata dunque con lo stesso filone francese, con ottimi risultati.

«Questa voglia di andare all’estero parte da lontano – racconta uno dei responsabili, Davide Radrizzani -. Ma mai ci era capitato di incontrare una personalità di questo calibro».