«Salone del Mobile da incorniciare»

La Prealpina - 16/06/2022

«Le oltre 260 mila presenze in fiera sono un risultato sensazionale e che va al di là di ogni più rosea previsione anche perché mancavano buyer importanti come quelli cinesi e russi. Tre aggettivi per descrivere l’ultima edizione del Salone del Mobile? Adrenalinica, effervescente e rincuorante». Impossibile per chi fa impresa con i mobili come Roberto Pompa, fondatore dell’azienda gaviratese Roda e componente del consiglio direttivo di Assarredo, l’associazione nazionale delle industrie produttrici iscritte a Federlegno-Arredo, non sentirsi gasati dopo la «sei giorni» da incorniciare della tanto sospirata sessantesima edizione del Salone Internazionale del Mobile, il primo dell’era post-Covidnei padiglioni di Fiera Milano. Secondo Pompa, dietro il successo dell’evento c’è stato un «sistema» che ci ha creduto fortissimamente: «Ho visto stand bellissimi, a riprova che sono stati fatti investimenti importanti. Insomma, non è stata certo un’edizione al risparmio. E gli investimenti hanno ripagato anche perché in fiera c’è stata una frequentazione molto, molto professionale». Un successo che ha coinvolto anche le aziende varesine.

Il vero segreto, per il patron di Roda, «è stata la ritrovata sintonia delle associazioni di categoria». Merito della presidente di Assarredo e del Salone del Mobile Maria Porro e del presidente di Federlegno-Arredo Claudio Feltrin: «La squadra si è ricompattata e l’intera filiera (una filiera che raccoglie 70mila imprese, con 294mila addetti, per un fatturato di quasi 50 miliardi di euro) ne ha tratto giovamento». Fortissima è stata la voglia di essere di nuovo in presenza, ma anche di tornare a fare business nella vetrina per antonomasia per uno dei settori trainanti del Made in Italy: «Il successo del Salone 2022 ristabilisce la preminenza di Milano come capitale mondiale del design. Sì, ci sono stati alcuni tentativi di spodestare Milano, ma abbiamo resistito all’attacco di alcune realtà europee e ora siamo ritornati in grande spolvero», taglia corto Roberto Pompa. Pioniere con la sua azienda nel segmento dei mobili da esterno: «Sono orgoglioso di aver aperto questa strada e di averne intuito le potenzialità. Nessuno nel 2003 quando ho iniziato con Rodolfo Dordoni ci credeva, ora invece quasi tutti i grandi marchi dell’arredo da interno come Minotti e Flexform propongono le proprie collezioni da esterno. E l’arredo da esterno è un mercato ben lungi dall’essere saturo», spiega mister Roda. «Dopo il Covid, gli spazi esterni e il contatto con il fuori sono sempre più richiesti – e questo vale per tutti: per le abitazioni in città, per le ville e per il segmento contract, alberghi, ristoranti, spa, navi da crociera -, ragion per cui la richiesta di arredi da esterno è in crescita esponenziale». Ed è in crescita costante anche il marchio Roda, in questo momento eccellenza dell’arredo Made in Varese: «È vero il mobile non è l’eccellenza dell’industria della provincia di Varese, ma noi ci facciamo rispettare. E puntiamo di raddoppiare il nostro insediamento produttivo a Bodio Lomnago, che passerà da 15 mila a 30 mila metri quadrati nell’area ex Bassani Ticino. La tendenza dei prossimi anni sarà quella di produrre sempre più in Italia, per questo puntiamo a realizzare tutta qui la nostra filiera produttiva».

Spinta a Malpensa

Il Salone del Mobile ha portato benefici a tutta la Lombardia. I dati raccolti da Confcommercio Lombardia dicono che l’effetto Salone ha giovato anche agli alberghi dell’area di Malpensa, che pure ancora oggi, complice l’attività dello scalo limitata al solo Terminal 1, faticano a tornare ai numeri del pre-Covid. «Grandi eventi come il Salone del Mobile sono occasioni fondamentali per attrarre visitatori che approfittano di queste manifestazioni per recarsi anche in altri luoghi della Lombardia», ha commentato il vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia Carlo Massoletti.

In base al report di Confcommercio, durante il Salone del Mobile ci sarebbe stato «un boom di prenotazioni nell’area di Malpensa». Bene anche Brescia, Bergamo, che nei giorni centrali dell’evento ha registrato un tasso di occupazione delle strutture alberghiere intorno al 90%, e Lecco e Como, che hanno visto la presenza di molti turisti del Nord Europa.

Questi ultimi si sono spostati dal capoluogo lombardo nelle strutture ricettive e nei ristoranti del Lario.

I numeri del Salone sono la conferma di un trend positivo per il turismo lombardo – con aumenti anche oltre il 40% delle presenze sul 2021(dati Polis Lombardia) – e per il terziario in generale, anche se nel breve permangono pesanti incertezze dettate dalle tensioni internazionali e dalle sue ricadute.