Saldi, partenza con il botto Code all’apertura dei negozi

La Prealpina - 03/07/2017

Sono state sbaragliate tutte le previsioni. Gli analisti dicono che non ci si può attendere nulla di buono da saldi così anticipati? E invece il cittadino-cliente va contro i sondaggi e riscrive la storia. All’apertura di alcuni negozi monomarca, code e pressing per entrare, ieri mattina.

Da quanti anni non si vedeva una corsa allo shopping con lo sconto, a Varese?
Gli acquisti pazzi sono proseguita per tutto il giorno e sono continuati la sera. Ieri infatti è stata l’inaugurazione dello Shopping by night: saracinesche aperte dalle 21 alle 23.30 nel centro (l’iniziativa verrà riproposta tutti i venerdì sera di luglio). Moltissimi i cittadini a guardare e scegliere per poi tornare nei prossimi giorni, (oggi negozi aperti e dunque è probabile che si bisserà con il successo dell’esordio).

Ore 9.25: coppia con bimbo nel passeggino, zona stazioni. «Cerchiamo qualche occasione per il piccolo, ma anche per noi». Gruppo di ragazzine, avranno 15-16 anni, guardano le vetrine e cercano di individuare ciò che potranno mettere nel guardaroba. «Bello girare per saldi il primo giorno, la mattina, c’è ancora tutto a disposizione, tanti capi tra cui scegliere».

Il budget? «Oggi un centinai odi euro», dice una signora sulla cinquantina a spasso con la figlia. La giovane aggiunge: «ma oggi è solo il primo giorno…».

Questi alcuni dei commenti raccolti poco dopo l’avvio ufficiale dei saldi estivi che si concluderanno ufficialmente a fine agosto. «Saldi che andrebbero aboliti, personalmente sono per la liberalizzazione e anche l’Aime, l’associazione che rappresento», dice Graziella Roncati Pomi, vicepresidente Aime -. Sono convinta che se venisse data libertà di scelta ai commercianti, il vantaggio sarebbe soprattutto per i clienti, perché i prezzi si abbasserebbero». In che senso? «Nel senso che i prezzi dei prodotti e dei capi di abbigliamento probabilmente subirebbero meno rincari, se non ci fosse sempre e comunque il saldo – continua Graziella Roncati Pomi -. Ciascuno sarebbe libero di scegliere se e quando fare vendite scontate». Una alternativa, per la vicepresidente Aime, potrebbe essere rappresentata dal ritocco del calendario dei saldi estivi. «Non hanno proprio senso in questo periodo dell’anno, siamo all’inizio delle ferie, andrebbero spostate di almeno quattro settimane, direi almeno al primo agosto». Anche se gli operatori del settore dicono di attendersi molto, la realtà della prima giornata di “shopping selvaggio” è che di scontrini se ne sono stampati un bel po’ in più. «Di gente in giro con i sacchetti ne ho davvero vista tanta, speriamo sia un buon auspicio per i prossimi giorni».

Intanto il comitato “trasversale” alle associazioni, che riunisce 102 negozi finora, “Diamoci una mano varesini”, sta mettendo a punto un nuovo progetto da presentare all’assessore alle Attività produttive Ivana Perusin.

Si tratta dello “sbaracco”, iniziativa che viene attuata con successo da tempo in altre cittadine italiane.

«Di solito l’ultimo giorno dei saldi, in alcune città come Cremona e Piacenza si usa mettere sulla strada, all’esterno dei negozi, tutto ciò che è rimasto invenduto, a prezzi molto bassi», dice Paolo Ambrosetti, presidente del comitato Diamoci una mano varesini” -. L’intenzione è di presentare il progetto articolato che permetta una iniziativa simile, se non da attuare l’ultimo giorno almeno nel weekend e nei giorni precedenti la conclusione».

Vista la particolare conformazione urbanistica e viaria di Varese, «pensavamo a un raggruppamento di bancarelle in un punto preciso, ma è tutto ancora da studiare – continua il commerciante – di certo l’intenzione è di proporre ai varesini e a chiunque voglia venire in città per fare shopping, una iniziativa nuova, diversa, conveniente».