Salari, Italia ultima in Europa Per Unicredit è l’effetto di richieste più limitate sugli stipendi, rinnovi graduali dei contratti e assenza del salario minimo

L’Italia è stato il Paese europeo con la maggiore discesa dei salari reali, cioè al netto dell’inflazione, negli anni della pandemia e della guerra in Ucraina. La retribuzione reale per dipendente è scesa dell’8% tra il quarto trimestre 2019 e quello del 2023, secondo i dati di Unicredit, contro un -3% medio nell’Eurozona. Per Marco Valli, capo globale della ricerca della banca, m Italia la forte contrazione degli stipendi reali deriva soprattutto «da rivendicazioni salariali relativamente contenute, da un processo scaglionato di rinnovo dei contratti e dall’assenza di un salario minimo». La dinamica degli stipendi consentirà all’Italia un recupero di competitività rispetto al resto d’Europa, ma penalizzerà la ripresa dei consumi. Il salario minimo è stato al centro della discussione politica: secondo la premier Giorgia Meloni «non risolve i problemi», mentre il Pd e il Movimento Cinque Stelle sono a favore e hanno avviato la raccolta delle fune per una legge di iniziativa popolare. Da molti anni la crescita delle retribuzioni in Italia è inferiore a quella degli altri Paesi soprattutto a causa della bassa produttività dell’economia. I salari sono da tempo sotto la lente della Bce per i timori di un impatto sull’inflazione, tale da rendere più difficile il ritorno all’obiettivo del 2%. Tuttavia la retribuzione reale per dipendente è scesa in media nell’Eurozona, mentre negli Usa è aumentata dell’ 1%. Non si vedono così rischi di spirali tra salari e prezzi. I lavoratori stanno tentando di recuperare potere d’acquisto, ma lo stanno facendo soltanto in parte frenando così le pressioni al rialzo sull’inflazione. Nei prossimi giorni sarà noto l’andamento degli stipendi nel primo trimestre, un elemento considerato importante da molti membri Bce in vista del calo dei tassi. Per Barclays l’aumento dei salari dovrebbe essere stato del 4% nel periodo, in calo dal 4,5% del quarto trimestre 2023. Un taglio dei tassi a giugno è considerato certo dai mercati che prevedono altre due riduzioni quest’anno. Sui salari reali ci sono ampie divergenze nell’Eurozona. In Portogallo c’è stato un aumento del 7%, mentre in Francia e Germania un calo del 3-4%. Secondo Unicredit le differenze sono legate innanzitutto ai diversi livelli di inflazione per pandemia e guerra: l’incremento del gas ha pesato in particolare per Germania e Italia. In secondo luogo per Unicredit i salari nominali sono saliti in alcuni Paesi per l’indicizzazione degli stipendi (in Belgio) e per gli aumenti del salario minimo (in Portogallo, Grecia e Spagna). Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Bce, ha sottolineato nei giorni scorsi che «un’eccessiva attenzione all’andamento dei salari a breve termine potrebbe non considerare in pieno che la crescita dei salari può e deve avvenire affinché la ripresa dell’Eurozona, attualmente fragile, si consolidi». Il governatore della Banca d’ Italia Fabio Panetta ha osservato che i salari possono aumentare senza causare inflazione perché sono solo una componente dei costi totali e sono assorbiti in parte dai profitti delle imprese.