Sacromonte «Finalmente si torna a lavorare»

La Prealpina - 24/07/2017

«Decisamente molto meglio, questa è stata la nostra prima vera domenica estiva, era ora di avere di nuovo la strada aperta». A parlare è Lara Tedeschi del Ristorante Montorfano, all’indomani della riapertura di via del Ceppo al Sacro Monte, chiusa al passaggio nei mesi scorsi per una frana e i cui lavori di ripristino e di messa in sicurezza sono stati completati sabato.

Si può dire che per i ristoratori del borgo quella appena conclusa è la prima domenica della stagione ed è stato come tornare alle antiche abitudini. E se da un lato tirano un sospiro di sollievo, dall’altro c’è la consapevolezza amara che i mancati incassi sono sfumati irrimediabilmente: «Considerato che il cuore del nostro lavoro è l’estate, faccia lei il calcolo di quanto abbiamo perso. Il nostro stato d’animo, mio e degli altri ristoratori della zona, è che siamo preoccupati e anche arrabbiati e nervosi per aver perso gli incassi dei mesi scorsi, ora speriamo che non inizi a piovere».

I segni di ciò che è stato sono ancora lì, tra le transenne rimosse e gli sguardi curiosi dei visitatori verso la griglia che contiene la montagna. Mesi duri, non solo per il minor afflusso di gente, ma anche perché la chiusura della strada ha cambiato il modo di lavorare: «Abbiamo avuto un bel daffare, gli approvvigionamenti sono stati difficili, al mattino all’alba eravamo già in pista, andando poi avanti a lavorare fino a sera inoltrata».

Dal ristorante Milano, uno dei locali penalizzati dalla chiusura di via Del Ceppo, i gestori sono poco inclini a parlare e dunque è Tedeschi che va avanti a sfogarsi: «Quando su cinque mesi se ne perdono quattro, che cosa ci resta da dire? Il mio locale ha la terrazza aperta come ulteriore attrazione, ma mi immagino il danno di chi invece non ha sfogo esterno e, di conseguenza, anche lo scoraggiamento».

La giornata al Sacro Monte è tornata ad essere a tutti gli effetti una classica di fine luglio e così arriva anche la nota positiva di Mario Zeni della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte: «Tanti gli stranieri, francesi, inglesi e anche russi, che hanno avuto la predilezione dei musei. Anche per anziani e portatori di handicap con gli ascensori l’accesso è molto semplice».

Nel pomeriggio di ieri, invece, il signor Domenico De Maria, ha fatto pervenire una lettera in cui segnala un disagio in merito al servizio di raddoppio dei collegamenti fra la città e il Sacro Monte con frequenza ogni 15 minuti istituito grazie alla collaborazione fra Autolinee Varesine e il Comune di Varese: «Avevo creduto in questo annuncio fatto dall’assessore Civati e nella giornata odierna attendevo alla fermata di piazza Milite Ignoto a Sant’Ambrogio l’autobus della linea C che effettua tale servizio per recarmi al Sacro Monte. Tra le ore 10.05 e le ore 10.15 passa un autobus con la scritta “servizio speciale” navetta di collegamento fra stadio e funicolare, il quale ignora la mia richiesta di fermata e prosegue senza alcun tentativo di sosta alla normale fermata d’autobus». Immediata la risposta dell’assessore alla Mobilità Andrea Civati: «Prendiamo atto del disguido e della lettera del signor De Maria ed effettueremo le opportune verifiche».